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Il prodigio, la recensione: il confine tra fede ossessiva e scienza

Disponibile da mercoledì 16 novembre 2022 su Netflix, “Il Prodigio” è un film diretto da Sebastián Lelio e scritto da Emma Donoghue, Sebastián Lelio e Alice Birch. Nel cast troviamo: Florence Pugh, Tom Burke, Kíla Lord Cassidy, Niamh Algar, Ciarán Hinds, Toby Jones, Elaine Cassidy, Dermot Crowley, Brían F. O’Byrne, David Wilmot, Ruth Bradley, Caolan Byrne e Josie Walker.

Alla macchina da presa troviamo appunto Sebastián Lelio, noto regista che negli ultimi anni si è fatto conoscere sul suolo hollywoodiano, vincendo l’Oscar per il miglior film straniero nel 2018. Tra le attrici protagoniste troviamo invece Florence Pugh, giovane attrice britannica che da qualche tempo è salita alla ribalta delle scene internazionali, a partire da Lady Macbeth, passando per Midsommar, fino a Don’t Worry Darling (qui la nostra recensione).

Il prodigio, la trama: il fanatismo religioso e il rapporto con la scienza

Il film inizia in uno dei modi più inaspettati per lo spettatore. Veniamo infatti trasportati in un luogo totalmente diverso da quello che il pubblico medio potrebbe aspettarsi; con una colonna sonora piuttosto cupa accompagnata da brevi dialoghi, veniamo successivamente trasportati nelle Midlands irlandesi intorno al 1862.
Qui facciamo la conoscenza di Lib Wright (Florence Pugh), un’infermiera giunta direttamente dall’Inghilterra per assistere a un caso abbastanza curioso da poter essere definito “il prodigio”: quello di Anna O’Donnell (Kíla Lord Cassidy), una ragazzina la cui famiglia sostiene che la giovane non mangi da circa quattro mesi. La giustificazione addotta dai genitori sembrerebbe di stampo cattolico, fino a definire questo caso miracoloso una “manna dal cielo”. Ma le condizioni fisiche della giovane sembrerebbero peggiorare sempre più con il passare dei giorni, ed è qui che il religioso consiglio comunale decide di chiamare Lib Wright per vegliare sulla bambina e provare o smentire questo potenziale prodigio.

Florence Pugh è l’attrice promessa per il futuro del cinema

Il film fin dal primo momento mostra subito la sua trama, e anche dove andrà a finire. Nel corso della visione abbiamo un racconto più che straordinario scritto nei minimi dettagli sulle cause e gli effetti diretti che la fede religiosa ha portato in tanti periodi storici. Ad aiutarci c’è la magnifica Florence Pugh: la scommessa di Hollywood che negli ultimi anni è riuscita a convincere tutti.
Da qualche anno l’attrice sta conquistando il terreno di Hollywood, e infatti l’abbiamo potuta vedere in diversi film ad alta produzione. Tra questi, “Piccole donne“, film del 2019 che le è valso una nomination agli Oscar come miglior attrice non protagonista. E con “Il Prodigio“, l’attrice mostra tutto il suo potenziale regalandoci la sua migliore interpretazione: una performance spiritosa, coinvolgente e persino empatica. È sicuramente quest’ultima a spiccare, ma con il colpo di scena del secondo atto l’attrice cambia totalmente personaggio e con la sua abilità ci presenta un’infermiera completamente diversa.

L’ultima fatica di Sebastián Lelio

Ai cinefili più appassionati di cinema internazionale non poteva certo sfuggire il nome di Sebastián Lelio. Il regista, grazie al cast tutto al femminile di “Una donna fantastica“, ci ha subito regalato una delle sue fatiche che ha conquistato critica e spettatori. Con “Il prodigio“, Lelio ci propone una formula del tutto simile a quella del suo ultimo film.
E sono diversi i punti che spiccano: a partire da una fotografia perfetta diretta da Ari Wegner (Il potere del cane) che riesce a trasmetterci e a influenzarci grazie a magistrali posizioni della macchina da presa che riescono a far salire la tensione, a ottimi effetti di transizione, passando poi per una colonna sonora perfetta che non è mai anonima ma anzi è sempre presente in tante scene, fino a un eccellente reparto costumi, per concludere con delle scenografie perfette.

Una perfetta sceneggiatura… o quasi

Il prodigio” fin dalla prima scena ispira diversi punti interrogativi, nonostante la trama del film potesse essere considerata molto semplice. Ma questo mistero apparentemente semplice si trasforma in una trama molto più oscura, formata da elementi inaspettati, molto simile a un soft-horror. Questo mistero ci viene mostrato attraverso un occhio che ci porta a vedere le differenze tra fanatismo e scienza. La sceneggiatura ci presenta diversi elementi di trama e colpi di scena molto intelligenti e inaspettati; l’unico elemento che non è sicuramente gestito nel migliore dei modi è che il film non riesce a nutrire lo spettatore, portando alcuni, ma a volte piuttosto gravi, elementi superflui nel secondo atto usati inutilmente e che inoltre non concludono nulla di importante ai fini della trama.

Considerazioni finali

Netflix ci regala un ottimo film di sua produzione. A spiccare è sicuramente la fantastica interpretazione di Florence Pugh, ma non è certo quest’ultima l’elemento che deve contrastare e coprire il vero lavoro del film; ovvero l’importante lato registico di Sebastián Lelio. Un altro merito è anche la sceneggiatura, inaspettatamente promossa, che riesce a coinvolgere lo spettatore e a farlo interrogare su quale sia il vero confine tra fede ossessiva e scienza…

Pro

  • Una più che promossa interpretazione di Florence Pugh;
  • Un’ottima dimostrazione al livello registico di Sebastián Lelio;
  • Una perfetta sceneggiatura che non cade quasi mai;
  • Un eccellente lato tecnico.

Contro

  • Ritmo leggermente lento nel 2º atto.

Per altre recensioni e restare sempre aggiornato sulle news provenienti da tutto il mondo, continua a seguirci su Nasce, Cresce, Streamma. Ecco a voi alcune delle nostre ultime recensioni:

Filippo D'Agostino

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