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Il Padrino: 5 curiosità a cinquant’anni dall’uscita

di Redazione NCI

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Esattamente cinquant’anni fa, nel 1972, usciva nelle sale cinematografiche il capolavoro di Francis Ford CoppolaIl Padrino“. Il film con Marlon Brando e Al Pacino è l’adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo di Mario Puzo. In occasione di questo anniversario, a marzo la pellicola restaurata tornerà al cinema. Per celebrare questo grande anniversario, ecco a voi 5 curiosità sulla trilogia che ha rivoluzionato il mondo del cinema.

il padrino

1. L’importanza della famiglia

Alle eminenze del cinema che compongono il cast, come Marlon Brando, Al Pacino e Robert de Niro, si affiancano altri nomi altrettanto importanti pensati inizialmente per i ruoli principali, come George C. Scott, Ernest Borgnine e Jack Nicholson. Ma il cast della trilogia non è composto solo da star internazionali. Diversi ruoli, infatti, sono stati interpretati da familiari di Coppola stesso. Per cominciare, la sorella Talia Shire, nota anche per il ruolo di Adriana Pennino nella saga “Rocky“, qui interpreta Connie Corleone, figlia di Don Vito e Carmela. Italia Coppola, madre del regista, compare nella scena della riunione al ristorante, mentre il padre, Carmine Coppola, interpreta un pianista. I figli Giancarlo e Roman Coppola recitano come comparse, in questo caso nella scena in cui Sonny Corleone picchia il fratellastro Carlo Rizzi. Infine, la figlia Sofia Coppola è il neonato Michael Rizzi nella scena del suo battesimo nel primo film.

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2. La realtà oltre la recitazione

Marlon Brando è stato un colosso nel mondo del cinema e già nel ’72 la sua importanza era riconosciuta anche dagli attori sul set in “Il Padrino“. Lo sapeva bene l’ex wrestler e attore Lenny Montana, che nella trilogia interpreta Luca Brasi, soldato numero uno dei Corleone. Montana era talmente agitato di dover recitare accanto a Brando che, nella  scena in cui i due si trovavano insieme nello studio il giorno del matrimonio di Connie, sbagliò le sue battute. Tuttavia, Coppola ritenne l’errore un valore aggiunto al film, che lasciava trasparire il nervosismo in modo molto naturale: decise così di tenerlo nel montaggio finale. C’è da dire però che il regista non avrebbe comunque avuto il tempo di provare nuovamente la scena, dopo averci speso un’intera giornata di riprese.

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3. Recitare da cani… fin troppo bene!

Non si può dire che Marlon Brando non abbia dato il meglio di sé nella saga “Il Padrino“, così come in tutta la sua carriera. È rimasto nella storia il suo rifiuto del premio Oscar vinto per questo film, “a causa del trattamento riservato agli indiani d’America oggi dall’industria cinematografica”. Per il ruolo di don Vito Corleone, fondatore della famiglia e uomo visto con il massimo rispetto, Brando ebbe un colpo di genio. Pensò di creare un personaggio che non somigliasse all’attore che lo interpretava, né come aspetto né come voce. L’idea fu quella di imbottirsi le guance di cotone, al fine di assomigliare ad un bulldog, per il provino del film. Durante la registrazione effettiva, il cotone fu sostituito da una protesi dentale realizzata appositamente per lui da un dentista. La protesi è oggi esposta all’American Museum of the Moving Image di New York.

4. I guai di Coppola

La regia di Francis Ford Coppola in “Il Padrino” non è stata proprio una passeggiata. Dopo aver ottenuto l’incarico grazie al suo precedente film, “The Rain People” (e anche perché tutti gli altri potenziali registi avevano rifiutato), ha rischiato più volte di essere licenziato dalla Paramount Pictures. Questo perché i produttori non apprezzarono la cupa drammaticità del film, sperando in qualcosa di più salace. Fu la scena in cui Michael uccide Virgil Sollozzo e Mark McCluskey a far cambiare idea alla produzione. Coppola combatté inoltre per mantenere il logo originale del film e per conservare la storia come un dramma d’epoca.

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5. Una morte arancione

Nel film viene spesso utilizzato il colore arancione, che rappresenta la morte. Lo stesso frutto dell’arancia appare frequentemente, ogni volta che qualcuno sta per morire o per tradire qualcun altro. Le arance sono presenti al matrimonio di Connie: Salvatore Tessio, che ne regge in mano una, è infatti prossimo a tradire la famiglia Corleone. Altre arance sono visibili nella scena in cui Sandra parla del marito Sonny, che poco dopo la tradisce. Persino poco prima dell’iconica scena del ritrovamento della testa di cavallo si vedono delle arance rovesciate su un tavolo.

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di Alice Casati

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