Gravina (@Shutterstock)
Gabriele Gravina, l’attuale presidente della Federcalcio, è indagato dalla Procura di Roma per due ipotetici reati. Il primo è l’autoriciclaggio e il secondo è l’appropriazione indebita.
Mercoledì 6 marzo Gravina ha parlato in Procura davanti agli inquirenti per circa un’ora. I suoi avvocati, Leo Mercurio e Fabio Viglione, infatti, come riportato da ANSA, hanno riferito che: “In ragione delle intollerabili strumentalizzazioni e delle ricostruzioni distorsive della verità dei fatti che lo hanno chiamato in causa negli ultimi giorni, pur non risultando indagato, questa mattina Gabriele Gravina ha chiesto di essere ascoltato per chiarire la sua posizione e le circostanze di cui è stato vittima”. Il presidente della Federcalcio infatti ha deciso di presentarsi davanti ai magistrati per tutelare la sua immagine e perché ripone piena fiducia nei magistrati che seguono il caso.
I due ipotetici reati, messi in risalto nell’indagine dei magistrati di Roma, sono l’autoriciclaggio e l’appropriazione indebita. Infatti l’indagine si concentra molto sulle possibili irregolarità compiute durante l’assegnazione del bando per il canale telematico della Lega Pro, di cui Gravina nel 2018 era presidente. Il bando lo vinse la ISG Ginko, secondo gli inquirenti, pagando 250mila euro. L’operazione sarebbe stata smascherata da una doppia caparra versata a lui da un’altra società per l’acquisto di libri antichi, alla fine mai comprati. Inoltre Gravina sarebbe dentro anche a un altro caso giudiziario, ossia l’inchiesta della Procura di Perugia sui dossieraggi di vip e politici.
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