Oggi ricorre la 19esima celebrazione della Giornata mondiale contro l’omofobia, transfobia e bifobia; nata nel 2004 per volere delle Nazioni Unite e dell’Unione Europea, ripercorriamo in breve la sua genesi e le ricorrenze nel nostro Paese.
Era il 17 maggio del 1990, quando l’OMS mise la prima pietra fondamentale per la lotta contro le discriminazioni, eliminando dalla lista delle malattie mentali l’omosessualità. Da quel momento considerata finalmente una “variante naturale del comportamento umano“, in molti Paesi dell’occidente si aprì un intenso dibattito sul riconoscimento e la tutela dei diritti LGBTQIA+; tra i principali attivisti troviamo lo scrittore Louis-Georges Tin, che con l’opera magna “Dictionnaire de l’homophobie” (2003), redatta da 75 autori, imprime una svolta fondamentale nella discussione pubblica, aprendo di fatto la strada al riconoscimento della Giornata mondiale che oggi ricordiamo.
Uscendo tuttavia dai binari occidentali e ampliando il nostro sguardo sulla macro scala, ne si può trarre un quadro piuttosto divisivo e complesso. Secondo dati ILGA, infatti, quasi settanta Paesi in tutto il mondo criminalizzano in modi più o meno gravi comportamenti che deviano dall’eterosessualità; la perpetuazione di politiche omofobiche non è omogenea in tutto il globo, si può passare infatti da semplici sanzioni pecuniarie, fino, purtroppo, alla morte. Le principali resistenze si trovano nelle regioni del centro-nord Africa e del Medio Oriente, in cui le influenze culturali e religiose appaiono, secondo i nostri posizionamenti valoriali e morali, più tradizionaliste e rigide.
Tornando tuttavia nella piccola scala, anche l’Italia non può vantare grandi successi sul piano dei diritti. Sempre secondo l’ILGA, infatti, il nostro Paese si colloca 34esimo a livello europeo per la tutela dei diritti LGBTQIA+; questo tema, infatti, era ampliamente dibattuto nel mondo della politica, in particolare per il controverso DDL Zan, affossato in Senato nell’ottobre del 2021.
Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricordato in un messaggio l’importanza di questa ricorrenza, affermando:
“Omofobia, bifobia e transfobia costituiscono un’insopportabile piaga sociale ancora presente e causa di inaccettabili discriminazioni e violenze, in alcune aree del mondo persino legittimate da norme che calpestano i diritti della persona”.
Numerose le attività culturali con anche il coinvolgimento delle scuole, le quali, ha sostenuto il Ministro Valditara in una circolare, “siano protagoniste […] nel promuovere la cultura del rispetto, affinché ogni studentessa e ogni studente non vengano lasciati indietro e possano, in piena libertà, esprimere al meglio la propria personalità e i propri talenti”.
Per chi volesse consultare in maggior dettaglio i dati ILGA sull’omofobia, è possibile visualizzare la mappa interattiva (“Rainbow Map“) cliccando qui.
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