di Francesco Ferri
Una coppia di ex fidanzati si accusava vicendevolmente di atti persecutori. Il tribunale di Enna ha infine deciso per l’assoluzione di entrambi, dal momento che il delitto di stalking, come riportato da Sky TG24, non è configurabile quando praticato da entrambe le parti.
La vicenda di stalking
I due imputati della vicenda avevano entrambi denunciato di aver subito pedinamenti, minacce, violenze fisiche, molestie e danneggiamenti da parte dell’ex partner. Si accusavano reciprocamente di questi atti persecutori, sostenendo di vivere in uno stato di angoscia, ansia e paura in conseguenza ai comportamenti dell’altro. Gli avvocati hanno quindi puntato su ciò per scardinare il processo, sottolineando come giuridicamente e logicamente sia incompatibile con la norma un vero e proprio stalking reciproco.
L’assoluzione dei due imputati
Il tribunale ha infine accolto la tesi degli avvocati, assolvendo gli imputati perché il fatto non sussiste. Ecco perché lui, meccanico non ancora 30enne e lei, infermiera di 32 anni, entrambi accusati di atti persecutori l’uno ai danni dell’altra e viceversa, sono infine stati completamente assolti. Una vicenda giudiziaria quantomeno particolare e unica nel suo genere, che si è conclusa con un nulla di fatto per entrambe le persone coinvolte. Infatti, come sottolineato dal giudice Elisa D’Aveni del Tribunale di Enna, il delitto di stalking non è configurabile quando è praticato da entrambe le parti in causa.
Per rimanere sempre aggiornati su tutte le novità dal mondo, continuate a seguire Nasce, Cresce, Ignora!
Se ti è piaciuto questo articolo, potrebbero interessarti anche:
- Fiumicino: giovane ragazza cinese bloccata in aeroporto come in “The Terminal”
- Cerca di farlo iscrivere al suo profilo OnlyFans sotto minaccia: per il giudice non è reato
- Indonesia, eruzione del vulcano Marapi: morti 11 escursionisti
© RIPRODUZIONE RISERVATA