Nave Cargo (@Pixabay)
L’Unione europea e gli Stati Uniti hanno raggiunto un accordo commerciale senza precedenti, fissando un dazio unico del 15% per la maggior parte delle esportazioni europee. Il patto, chiuso in Scozia dopo un incontro rapido ma decisivo, coinvolge settori strategici come l’automotive, i semiconduttori e il comparto farmaceutico. La nuova tariffa rappresenta una svolta significativa, soprattutto per l’industria automobilistica europea, che vede ridursi i dazi dal 27,5% al 15%. Una semplificazione che mira a garantire stabilità alle imprese e maggiore trasparenza nei rapporti transatlantici, in un momento in cui le tensioni commerciali rischiavano di degenerare.
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L’intesa prevede importanti eccezioni: per alcuni beni considerati “strategici”, la tariffa sarà azzerata. Si tratta, in particolare, di aeromobili e relativi componenti, prodotti chimici selezionati, farmaci generici, semiconduttori, materie prime essenziali e alcuni prodotti agricoli. Parallelamente, l’Europa si è impegnata ad acquistare energia statunitense per un valore complessivo di 750 miliardi di dollari in tre anni, segnando un netto disaccoppiamento dalle forniture energetiche russe. A questi si aggiungono 600 miliardi di investimenti europei negli Stati Uniti. Il pacchetto rappresenta un nuovo pilastro per l’indipendenza energetica e la cooperazione economica transatlantica.
Nonostante l’euforia per l’intesa, alcuni punti restano irrisolti. Acciaio e alluminio continueranno a essere soggetti a dazi del 50%, un aspetto che preoccupa fortemente l’industria europea. Anche per vino, alcolici e superalcolici non è stata presa una decisione definitiva: i negoziati su questi fronti sono ancora in corso. L’accordo costituisce un quadro normativo di riferimento, ma serviranno ulteriori passi per chiarire i dettagli operativi. Bruxelles intende accelerare anche su altri fronti, come gli accordi commerciali con il Mercosur e l’Asia, ma resta cauto ottimismo sul fatto che il patto con Washington possa davvero segnare la fine delle tensioni commerciali.
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Articolo di Biagi Linda
Fonte: TGCOM24
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