Recentemente il settore dei viaggi aerei sta subendo una forte crisi con scioperi e voli annullati; l’ultimo disservizio in ordine di tempo è avvenuto proprio la scorsa settimana. E pare che disagi di questo genere non accennino a fermarsi. Secondo uno studio di Allianz Trade, infatti, sembra che in futuro questa potrebbe persino divenire la normalità; tuttavia, esistono anche visioni più ottimistiche che vedono la soluzione in fonti di energia alternative…
L’enorme consumo di carburante da parte delle compagnie aeree è sicuramente una delle principali cause che hanno portato all’attuale caos nel servizio di trasporto aereo. Con l’aumento dei costi per i combustibili infatti, le compagnie aeree stanno facendo ancora più fatica a uscire da una situazione già gravemente compromessa dopo due anni di pandemia, e in conseguenza di ciò, si vengono a creare dei disservizi.
Il carburante, però, è fonte anche di altri problemi di natura ambientale. Le compagnie aeree, infatti, producono circa il 2.8% delle emissioni di CO2 a livello globale. Negli anni si è cercato di ridurre questi consumi, cercando di migliorare l’efficienza degli aeromobili, ma quanto fatto non risulta abbastanza in confronto alla crescita del numero di voli e dei passeggeri.
In conclusione, presto le compagnie si troveranno di fronte ad altri problemi legati alle normative ambientali sempre più stringenti e dovranno presto trovare soluzioni a riguardo. Anche se pare che qualche ipotesi sia già spuntata…
L’Unione Europea a proposito dell’inquinamento prodotto dalle compagnie di aviazione civile ha già adottato il programma Clean Aviation, con obbiettivi prefissati a breve, medio e lungo termine. Quest’ultimo fa parte del più ampio traguardo di neutralità climatica, da raggiungere entro il 2050. Le soluzioni per ridurre l’impatto ambientale sono molteplici, e le hanno spiegate a “Il Fatto Quotidiano” alcuni docenti del Politecnico di Milano e di Torino.
La prima soluzione sarebbero i Sustainable aviation fuel (Saf), con emissioni di gran lunga inferiori a quelle del carburante tradizionale; tuttavia, si tratta di un progetto molto costoso e non risolutivo. Una migliore ipotesi potrebbe essere, invece, quella di smaltire parte dei passeggeri che devono effettuare tratte più brevi mediante velivoli elettrici, per poi avere aerei più piccoli ed efficienti per i viaggi più lunghi e dispendiosi.
I velivoli elettrici entrerebbero in quella classe che viene definita advanced air mobility e dovrebbero cominciare a diffondersi nel medio periodo, quindi fra tre o cinque anni. Purtroppo, con la tecnologia odierna, ancora non potremo vedere aerei di grosse dimensioni completamente elettrici; il peso delle batterie necessarie a soddisfare il fabbisogno energetico di questi velivoli sarebbe troppo grande e non permetterebbe quindi allo stesso di decollare.
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