Covid: la scienza spiega perché c’è chi non sente più gli odori per diversi mesi

Il Covid colpisce ognuno di noi in maniera profondamente diversa. Fra gli asintomatici che non mostrano alcun tipo di sintomo, chi è colpito solo leggermente dalla patologia con dei sintomi influenzali e chi, purtroppo, è incappato in forme del virus particolarmente aggressive. Fra i tanti casi ci sono molte persone che hanno perso il senso del gusto e dell’olfatto. Nella maggior parte dei casi questi due sensi venivano recuperati poco dopo lo sfogo del virus. Per altre persone, invece, l’incubo non è terminato anche dopo mesi dal tampone negativo. Un nuovo studio a riguardo sarebbe oggi in grado di dare una risposta a questo quesito.

Lo studio sul Covid

Pubblicato su Scienze Translational Medicine, lo studio in questione ha trovato la probabile risposta a questo problema. La perdita di olfatto a lungo termine sarebbe da imputare alle cellule nervose olfattive che continuano a combattere contro l’infiammazione nonostante il coronavirus sia scomparso dall’organismo. Questa risposta immunitaria eccessiva causerebbe una vera e propria strage di cellule nervose olfattive.

 

Scienziati (@Shutterstock)

Come si è scoperto

Per giungere a queste conclusioni gli scienziati hanno analizzato l’epitelio olfattivo di diverse persone che non avevano ancora recuperato l’olfatto da almeno quattro mesi. Nelle analisi del tessuto interno del naso, dove si troverebbe la maggioranza di cellule nervose olfattive, è emersa un’infiltrazione diffusa di linfociti T tutt’ora impegnati a combattere un’infiammazione in corso, nonostante il Covid non fosse più presente da tempo. I ricercatori hanno inoltre rilevato che il numero di neuroni sensoriali olfattivi era diminuito, molto probabilmente a causa dei danni subiti dall’infiammazione.

Soluzioni per il long covid

Risulta fondamentale conoscere le aree danneggiate e le tipologie di cellule coinvolte per poter ottenere dei trattamenti mirati per risolvere il problema. “Modulare l’eccessiva risposta immunitaria o i processi riparativi in atto nel naso di questi pazienti potrebbe aiutare a recuperarne almeno in parte l’olfatto.” ha spiegato Bradley Goldstein, uno degli autori impegnati nello studio.  La scoperta potrebbe risultare fondamentale per indagare anche altri aspetti del long covid che hanno colpito diversi pazienti, come la stanchezza, il fiato corto o la nebbia mentale.

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Francesco Ferri

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