Che Guevara (@Shutterstock)
Ernesto “Che” Guevara fu assassinato il 9 ottobre 1967 da Mario Terán, soldato boliviano che sparò i colpi che uccisero il rivoluzionario argentino. L’uomo è morto oggi, all’età di 80 anni, dopo una lunga malattia. Gary Prado, suo ex superiore, parlando dell’episodio più noto della sua carriera militare, ha dichiarato: “Aveva semplicemente fatto il suo dovere come sergente dell’esercito”.
“Che” Guevara fu la figura chiave della rivoluzione cubana, che nel 1959 portò alla destituzione del dittatore Fulgencio Batista e alla successiva instaurazione dello Stato socialista, sotto la guida di Fidel Castro. Fu ucciso a 39 anni il 9 ottobre 1967 a La Higuera, in Bolivia, il giorno dopo esser stato ferito e catturato da un reparto anti-guerriglia dell’esercito boliviano, assistito da forze speciali statunitensi.
La versione ufficiale della storia doveva essere che “Che” Guevara era stato ucciso in battaglia. Così la mattina del 9 ottobre l’agente della CIA Félix Rodrígue, parlò con Guevara e gli disse che di lì a poco sarebbe stato ucciso. In un’intervista di diversi anni dopo, Rodríguez raccontò che Guevara gli disse che “era meglio così” e che “non avrebbe mai dovuto essere stato catturato vivo”. I due si strinsero la mano e si abbracciarono, ha raccontato Rodríguez. Poi, prima di lasciare la stanza, l’agente diede ordine a Terán di sparare sotto al collo, in modo da far sembrare che fosse stato ucciso in combattimento.
Che Guevara (@Shutterstock)
“Fu il momento peggiore della mia vita”, disse Terán ai giornalisti in seguito. “Lo vidi grande, grandissimo, enorme. I suoi occhi brillavano intensamente e quando fissava il suo sguardo su di me mi faceva girare la testa”.
Terán raccontò che a quel punto Guevara gli disse di calmarsi e di mirare bene, visto che stava “per uccidere un uomo”. “Feci un passo indietro, chiusi gli occhi e sparai”, disse Terán. Lo colpì alle braccia, alle gambe e infine al torace, uccidendolo.
Il cadavere di “Che” Guevara fu mostrato ai giornalisti nel vicino villaggio boliviano di Vallegrande. Fu poi seppellito in un luogo segreto, scoperto durante una spedizione finanziata dal governo della Bolivia nel 1997. Successivamente le sue spoglie furono traslate a Cuba con una cerimonia d’onore.
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di Domenico Scala
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