Listeria monocytogenes (@Shutterstock)
La listeriosi da giorni preoccupa particolarmente la comunità scientifica per la sua diffusione dal trend crescente. L’infezione in sé è dovuta ad un batterio chiamato Listeria monocytogenes, e si può contrarre in vari modi tra cui l’ingestione di cibo infetto.
Il batterio responsabile dell’infezione (chiamata listeria), si trova comunemente nell’acqua e nel suolo e può contaminare anche gli animali senza che questi mostrino sintomi apparenti. Cresce e si riproduce a temperature tra 0 °C e 45 °C ed è per questo molto persistente, ecco perché può contaminare anche i cibi lavorati, trasformati e refrigerati. Non solo, ma il batterio risulta infettivo anche a bassi livelli di carica batterica, che pertanto non sono trascurabili.
Il sito dell’Istituto Superiore della Sanità nel 2016 presentò una lista degli alimenti più a rischio, quelli più spesso accostati a listeriosi. Tra gli altri figurano pesce, carne e verdure crude, latte non pastorizzato e latticini come formaggi molli e burro, cibi trasformati e preparati inclusi hot dog, carni fredde tipiche delle gastronomie, insalate preconfezionate, panini, pesce affumicato.
I recenti casi nel nostro paese sono legati al consumo di wurstel di pollo che, non figurano nella lista ma che nel caso dei 3 decessi sono stati consumati crudi. Le persone più inclini a forme sistemiche di listeriosi sono anziani, neonati, pazienti immunocompromessi e le donne in gravidanza. La prevenzione migliore dal batterio e dall’infezione pare essere la procedura standard per i contaminanti simili, ossia lavare bene il cibo e le mani prima di mangiare, e cuocere le pietanze a lungo.
Nelle persone senza gravi patologie la Listeriosi non dà eccessivi problemi, a volte passa indenne o solo con problemi gastrointestinali o, eventualmente, febbre qualche ora dopo il consumo dell’alimento infetto. In alcuni casi però, la malattia può evolversi in qualcosa di molto più grave. Il batterio può infatti passare al sangue e da lì attaccare il sistema nervoso causando meningiti, encefaliti e addirittura sepsi. I sintomi in questo caso si manifestano attraverso mal di testa, problemi a mantenere l’equilibrio, irrigidimento e confusione. Nei casi peggiori, come accaduto negli ultimi giorni, possono causare addirittura la morte.
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