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“Chainsaw Man”, la recensione del settimo episodio: il sapore del bacio

di Andrea Antinori

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È finalmente arrivato l’anime di “Chainsaw Man“, uno dei prodotti più attesi nel panorama dell’animazione. Tratto dall’omonimo manga di Tatsuki Fujimoto, sarà diviso in due cour separati, ognuno dei quali composto da 12 episodi. Le animazioni sono a cura dello studio MAPPA e gli episodi andranno in onda solo su Crunchyroll.

Chainsaw Man: il sapore del bacio

Il settimo episodio adatta i capitoli dal 18 al 21. Riprendiamo quindi direttamente da dove avevamo lasciato i nostri protagonisti nella puntata precedente, con Denji che è convinto di aver trovato una soluzione per uccidere il Diavolo Eternità. In un modo o nell’altro, il piano funziona e la sezione speciale 4 della pubblica sicurezza riesce a lasciare l’hotel che li ha tenuti rinchiusi per giorni. Per festeggiare, sotto consiglio di Himeno, i Devil Hunter decidono di organizzare una serata in un bar; Denji, che nel frattempo è in attesa della ricompensa per aver ucciso il diavolo, non si immagina di certo quello che gli sta per accadere…

 

Chainsaw Man

Chainsaw Man, episodio 7: la recensione

Ci troviamo finalmente davanti al primo episodio dove la CGI è quantomeno accettabile e non troviamo usi troppo spinti o comunque troppo distaccati dal resto. Non ci troviamo ancora al punto dove l’integrazione tra animazione classica ed effetti speciali sia al livello di altri prodotti MAPPA (come “L’Attacco dei Giganti” o “Jujutsu Kaisen“), ma di certo è visibile un notevole passo in avanti rispetto alle puntate precedenti. Il che, unito alla costante altissima qualità nell’animare i piccoli dettagli dei personaggi, non può far altro che piacere.

Questo episodio si può definire come “divertente“; divertono sia l’azione ad inizio puntata che le situazioni comiche che si vengono a creare alla fine. In questo episodio però, non abbiamo un grande approfondimento sui personaggi, fatta eccezione per Himeno. Proprio come nel manga, la partner di Aki è la protagonista indiscussa di questo arco narrativo e viene spesso approfondito il suo “passato”, con scene dove è presente lo stesso Aki, e altre dove vediamo il misterioso personaggio di Kishibe. Rimane ottima la scelta della non-censura della violenza e del gore, che rimangono uno dei punti di forza del prodotto, proprio come nel manga; buono anche il pacing, dato che sono riusciti ad animare poco più di tre capitoli un solo episodio.

La opening è a cura di Kenshi Yonezu e si chiama “Kick Back“; la ending invece, che ricordiamo essere diversa per ogni episodio della serie, è “ALL KIND OF KISSES” di Ano.

Pro

  • Animazioni classiche che continuano ad aumentare di qualità;
  • Nessuna censura a violenza e sangue;
  • Ottimo Pacing;
  • CGI in miglioramento.

Contro

  • Nessuno.

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