Aurelio De Laurentiis (@Shutterstock)
Dopo i primi mesi di analisi, oggi sono iniziati i processi al Tribunale Federale della FIGC per il caso delle plusvalenze fittizie. Sono state richieste pesanti squalifiche per i dirigenti di alcune società, tra cui Napoli e Juventus.
Nel processo sono coinvolte 11 squadre italiane e 61 dirigenti, con l’accusa di aver giostrato delle plusvalenze fittizie per gonfiare i bilanci delle società. Nella giornata di oggi sono state emesse le prime richieste di inibizioni e sanzioni.
Andrea Agnelli (@Shutterstock)
Per quanto riguarda la Juventus gli interessati sono Fabio Paratici e Andrea Agnelli. Per l’ex direttore sportivo bianconero, ora al Tottenham, sarebbero stati chiesti 16 mesi e 10 giorni di inibizione. Mentre per l’attuale presidente 12 mesi di inibizione. Anche per il vice presidente Pavel Nedved, l’amministratore delegato Maurizio Arrivabene e il direttore sportivo Federico Cherubini sono state richieste delle sanzioni. Più precisamente, 8 mesi di inibizione per Nedved e per l’ex direttore della Scuderia Ferrari. Per Cherubini invece, 6 mesi e 20 giorni più una multa da 800.000 euro. I PM hanno usato il pugno di ferro contro la società piemontese.
Passando al Napoli, anche Aurelio De Laurentiis rientra nel processo. Per ADL le richieste sono di 11 mesi e 5 giorni di inibizione, ai quali si aggiunge una sanzione di 392.000 euro alla società. 6 mesi e 10 giorni le richieste per la moglie, il figlio Edoardo e la figlia Valentina. Mentre per Andrea Chiavelli, amministratore delegato dei partenopei, 9 mesi e 15 giorni.
Per quanto riguarda gli altri club di Serie A, chiesti 12 mesi di inibizione per Massimo Ferrero, 8 mesi e 20 giorni per Ienca e 195.000 euro alla Sampdoria. Per il Genoa, 6 mesi e 10 giorni a Preziosi, mentre per Zarbano sono stati richiesti 10 mesi e 15 giorni e una multa di 320.000 euro. Infine 11 mesi e 15 giorni al presidente dell’Empoli Corsi e una sanzione di 42.000 euro alla società.
Per i club di Serie B Pisa e Parma solo sanzioni economiche. Scongiurata quindi la possibilità di ricevere punti di penalizzazione o addirittura la retrocessione o l’esclusione dal campionato. Secondo le indagini, i ricavi gonfiati dalle plusvalenze, sarebbero stati determinanti per l’iscrizione al campionato. Nonostante ciò il procuratore Giuseppe Chiné ha considerato i cambi di proprietà come un attenuante, richiedendo solo delle multe ai club. 338.000 euro per il Parma e 98.000 euro per il Pisa. Inoltre per la società toscana sono state richieste anche delle inibizioni, tra tutte una di 14 mesi e 5 giorni a Carra.
Inoltre ci sono anche altre società coinvolte. Chiesta una multa di 125.000 euro al Pescara oltre che 12 mesi e 20 giorni a Sebastiani. 23.000 euro alla Pro Vercelli, 8 mila al Novara e 3 mila al Chievo, Fc Clivense, più 10 mesi e 5 giorni a Campedelli.
La cerchia degli indagati e veramente molto larga e le richieste sono molto pesanti, soprattutto per le squadre maggiori. Resta da vedere come si svilupperà la vicenda nei vari gradi di giudizio e se le pene verranno effettivamente scontate oppure, come spesso successo anche in passato, no. Se ci saranno altre novità le riporteremo prontamente.
di Simone Merlo
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