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Caso Acerbi-Juan Jesus, la procura FIGC vuole andare fino in fondo

Lo scontro verbale fra Acerbi e Juan Jesus, durante il quale il difensore dell’Inter avrebbe rivolto insulti di stampo razzista verso il giocatore del Napoli, ha fatto il giro del mondo. Ne hanno parlato media ed opinionisti non solo in Italia, ma anche in Europa e persino oltreoceano, lì dove la questione della discriminazione è un problema ancora più sentito.

Ad uscirne macchiata è stata soprattutto l’immagine della Serie A, che solo poco tempo fa ha dovuto fare i conti col ciclone mediatico dell’affaire Maignan ad Udine. Stavolta, però, non si tratta di qualche tifoso ignorante: il protagonista (in negativo) è Francesco Acerbi, un calciatore che rappresenta la seguitissima Inter e la Nazionale. Non un bello spot per il nostro calcio.

Proprio in virtù della particolare gravità di quanto accaduto a San Siro, il giudice sportivo Mastrandrea ha disposto ulteriori indagini per appurare finalmente la verità dei fatti e agire di conseguenza.

Al via le indagini sul caso Acerbi

Nel documento pubblicato stamattina, il Giudice Mastrandrea ha espresso la necessità di ottenere ulteriori chiarimenti sullo scontro verbale fra i due. La Procura federale della FIGC, nella persona del procuratore Giuseppe Chiné, ha programmato per domani gli incontri con Acerbi e Juan Jesus per ascoltare le loro versioni dei fatti.

Stando a quanto riportato dal difensore brasiliano in conferenza stampa prima e sul proprio profilo Instagram poi, Acerbi si sarebbe prima scusato di persona per gli insulti razzisti, salvo poi cambiare idea e negare tutto davanti ai microfoni dei giornalisti. Probabilmente è stato proprio questo il motivo per cui il Giudice ha disposto l’avvio delle indagini. Il difensore nerazzurro ha confermato la sua innocenza anche davanti a Luciano Spalletti, che l’ha comunque allontanato dal ritiro della Nazionale per evitare ulteriori problemi.

Ora la palla passa alla Procura federale: nel caso in cui dovesse essere confermata la versione di Juan Jesus, il codice di giustizia sportiva prevede una squalifica minima di 10 giornate o a tempo indeterminato per l’atleta che si rende protagonista di comportamenti razzisti. Rimane comunque l’ennesima brutta figura per la Serie A e per il nostro calcio in generale, visto che l’opinione pubblica italiana e globale difficilmente riesce a dimenticare certi episodi, specie quando accadono così ripetutamente.

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Alessandro Colepio

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