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Calcio: accolto in parte il ricorso dell’Anversa contro le liste UEFA

La Corte di giustizia europea ha parzialmente accolto un ricorso dell’Anversa e del suo ex giocatore Lior Refaelov contro le imposizioni delle liste UEFA. Il giorno dopo la storica sentenza che ha aperto la strada alla Superlega, potrebbe essere stata scritta un’altra pagina di storia del calcio continentale…

Il ricorso dell’Anversa

L’utilizzo delle liste UEFA limita l’ingresso di stranieri nelle rose dei club europei. 8 dei 25 giocatori che possono essere inseriti all’interno della “Lista A” devono essere obbligatoriamente cresciuti nella stessa nazione del club, e 4 di questi all’interno della società stessa.

Ebbene, nel 2021 l’Anversa e Refaelov hanno chiamato in causa un tribunale belga per intervenire sulla questione. Secondo la società, tramite le loro restrizioni sia la UEFA che la federcalcio nazionale (URBSFA) limitano la “competizione aziendale” fra squadre. Trattandosi di un diritto garantito dall’Unione Europea, il tribunale belga ha presentato l’esposto alla Corte di giustizia europea, la quale ha emesso una sentenza praticamente appaiata a quella riguardante la Superlega.

La sentenza della Corte

Ecco a voi qualche estratto del comunicato pubblicato dalla Corte di giustizia europea:

Nel suo verdetto, la Corte conferma innanzitutto che le regole UEFA e quelle dell’URBSFA sono sottoposte alle leggi dell’Unione Europea, in quanto riguardano l’esercizio di un’attività economica e professionale. Devono quindi rispettare le leggi sulla libera concorrenza e sulla libertà di movimento.

Per quanto riguarda le leggi sulla libera concorrenza, la Corte ritiene che le regole imposte sui giocatori cresciuti nel vivaio possano limitare la competizione fra club basata sull’ingaggio di giocatori talentuosi, indipendentemente da dove questi provengano.

Per quanto riguarda la libertà di movimento dei lavoratori, la Corte ritiene che le regole in questione possano causare una discriminazione indiretta, basata sulla nazionalità, contro giocatori provenienti da altri Stati Membri.

La Corte quindi ha preso una posizione piuttosto netta contro le leggi del calcio europeo, sia a livello UEFA che a livello di federazioni. Le regole imposte per salvaguardare i movimenti calcistici nazionali, limitano effettivamente la libera concorrenza fra club e la libera circolazione dei lavoratori nell’Unione Europea. A questo, però, la Corte di giustizia ha aggiunto:

Ad ogni modo, sarà compito del tribunale nazionale (belga in questo caso) determinare se queste regole limitino effettivamente la libera concorrenza.

La sentenza quindi ha accolto il ricorso dell’Anversa e del giocatore Lior Refaelov, ma ha rimandato la responsabilità di dare un verdetto definitivo al tribunale belga.

Che sia anche questo l’inizio di una rivoluzione per il calcio europeo?

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Cristian Castellini

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