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Calcio, 88 anni e non sentirli: il portiere più anziano del mondo

di Redazione NCI

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Di calciatori professionisti “avanti con gli anni” ne abbiamo visti parecchi, ma certe volte è proprio vero che l’età è solo un numero. Oggi vogliamo parlarvi del portiere più anziano in assoluto, Alan Camsell, l’esempio più lampante che la passione per il calcio non ha età.

Chi è Alan Camsell, il portiere più anziano della storia del calcio

Il signor Camsell è ufficialmente il giocatore più anziano d’oltremanica e del mondo. Conta 88 primavere sulle spalle, ma nonostante questo, non ha mai smesso di coltivare la sua passione: il calcio.

Ad oggi, gioca ancora in una squadra amatoriale del Galles, il Penrhyn Bay Stollers FC, come portiere. Ha iniziato piuttosto tardi, a circa 40 anni, ma dopo quasi un cinquantennio, è ancora lì a calpestare il manto erboso, almeno una volta a settimana.

Durante il suo inesorabile declino a causa dell’età, è pian piano retrocesso sul campo da gioco. Ha cominciato come attaccante, ma con il tempo e con il cambiare del suo fisico, si è ritrovato tra i pali. A quel punto, non è più tornato in movimento e si è convertito al ruolo di estremo difensore. In quasi cinquant’anni ha giocato con i figli e addirittura con i nipoti di alcuni dei suoi ex compagni, ai tempi del debutto.

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Le dichiarazioni alla BBC

L’emittente inglese ha infatti intervistato Alan Camsell, che ha rilasciato diverse dichiarazioni:

Sono ancora qui, a 88 anni, e mi diverto. Quando ho iniziato a quarant’anni ero abbastanza veloce da segnare gol” – dice il portiere – “Ma invecchiando, prima inizi a perdere il fiato e ad andare in porta per recuperare”. Ha poi aggiunto “Alla fine il fiato non bastava più, e non mi sono più spostato”.

Ho cominciato in una squadra che con il tempo è cambiata: i miei compagni cominciarono ad andarsene, o a diventare troppo vecchi. Così sono finito a giocare con i loro figli e nipoti”.

Chiude l’intervista dicendo “Una volta ero in forma, ma alla fine ho realizzato che sono diventato troppo lento; a volte capita che la palla mi superi mentre mi sto ancora tuffando. Ma sapete che c’è? È solo divertimento”.

 

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di Mattia Trincas

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