Attualità

Calabria: scoperto uno dei meteoriti più rari al mondo

In Calabria un collezionista di pietre preziose ha trovato, sul Monte Gariglione, un frammento di meteorite estremamente raro, per via dei suoi “quasicristalli“. La scoperta, poi analizzata dall’Università di Bari, ha fatto subito il giro della Comunità Scientifica, approdando su una rivista e dimostrando l’importanza della ricerca a livello statale.

“Contiene materiali precedenti alla formazione del Sistema Solare”: la scoperta in Calabria

Quando il frammento è giunto nei laboratori dell’Università di Bari, è parso immediatamente che si trattasse di qualcosa di molto raro. L’Ateneo, in collaborazione con l’Agenzia Spaziale Italiana e l’Università di Firenze, ha esaminato il pezzo e ha scoperto la presenza di “quasicristalli”. Questi ultimi sono leghe rarissime di alluminio e rame, in cui gli atomi sono disposti in maniera irregolare, non ripetendosi mai allo stesso modo (al contrario rispetto a ciò che succede nei cristalli ordinari).

Come riportato dal Corriere della Sera, secondo gli scienziati, questa particolare lega potrebbe addirittura risalire a prima della formazione del Sistema Solare. Data l’importanza della scoperta, essa ha fatto il giro del globo molto rapidamente, arrivando sulla rivista “Communications Earth & Environment“.

Nella giornata del 12 febbraio, a Bari, si è tenuta la conferenza di un pool di scienziati, in cui erano presenti la docente di mineralogia Giovanna Agrosì, il rettore di Uniba Stefano Bronzini, il direttore del dipartimento di Scienze della Terra Giuseppe Mastronuzzi e la ricercatrice dell’Asi Eleonora Ammanito.

In collegamento, rilevante è stata la presenza di Luca Bindi, direttore del dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Firenze, il quale nel 2011 aveva studiato, a Khatyrka, nell’Est della Siberia, uno di pochissimi altri frammenti al mondo simili a quello recentemente ritrovato in Calabria. Durante la conferenza, Bindi ha spiegato: “I quasicristalli sono strutture che tendono al cristallo ma non lo sono. Abbiamo trovato uno stato transazionale della materia che non è né un pezzo di vetro né un cristallo“. Il ricercatore ha poi sottolineato la peculiarità della struttura del quasicristallo, che si presta ad applicazioni nel settore industriale e che fu studiata da Dan Shechtman, il quale vinse nel 2011 un Nobel.

L’importanza della ricerca statale secondo Bronzini

Stefano Bronzini, il rettore di Uniba, ha poi parlato della ricerca statale, spiegando quanto questa sia un’attività a incertezza di profitto molto alta: “Si cercano le cose e non è detto che si trovino“. La ricerca, afferma Bronzini, è per definizione aperta e, “prevede che si metta il naso nell’ignoto, per poi capire se questo ignoto possa avere una ricaduta, un profitto“.

Il rettore, durante il suo discorso, spiega che sovente ci si chiude nelle realtà territoriali, mentre avere un confronto anche con altre istituzioni fa piacere, e aiuta a portare la profondità in superficie.

Durante la conferenza Bronzini ha poi ricordato come essa si sia svolta proprio il 12 febbraio, giorno di nascita di Charles Darwin: ha quindi sottolineato quanta strada sia stata percorsa e quante cose si siano evolute in questi due secoli di ricerca scientifica. Ha poi concluso: “Il profitto certo non lo possiamo garantire. La voglia di lavorarci sopra per cercare di trarre il miglior guadagno invece è certa“.

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