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Alzheimer: secondo una ricerca i primi segnali si trovano negli occhi

L’Alzheimer è una malattia neurodegenerativa progressiva che colpisce le cellule del cervello, portando alla distruzione di queste ultime con la conseguente compromissione delle funzioni cognitive; si tratta di una patologia purtroppo non ancora curabile, tuttavia secondo uno studio americano è possibile cogliere i primi segnali della malattia direttamente dagli occhi. Vediamo quindi i dettagli, pubblicati da Ansa.

Alzheimer: gli occhi come specchio della malattia?

Lo studio americano ha pubblicato i risultati della ricerca sulla rivista “Acta Neuropathologica” ed è stata condotta dall’ospedale Cedars-Sinai di Los Angeles. La ricerca in questione, racconta una delle sue autrici, Koronoyo-Hamaoui, è la prima al mondo ad aver “analizzato l’impatto della malattia sul profilo molecolare, cellulare e strutturale della retina. Ed il suo rapporto con le demenze”.

Uno dei campanelli d’allarme che si attivano nei pazienti affetti da Alzheimer è l’aumento della proteina beta-amiloide; quest’ultima, infatti, costituisce le cosiddette placche amiloidi, le quali si depositano sull’encefalo delle persone che soffrono della malattia. Il team di ricerca, quindi, ha compiuto delle analisi su quei tessuti della retina e cerebrali che erano stati donati da oltre 80 pazienti colpiti da Alzheimer e altre forme di demenza; questi, infine, sono stati comparati con tessuti di persone sane.

Da questo raffronto gli studiosi hanno registrato, negli affetti di demenza, non solo un aumento della proteina beta-amiloide, ma anche una diminuzione di circa l’80% delle cellule della microglia. Queste sono un tipo di cellula che fungono da difesa immunitaria per il sistema nervoso centrale; tra i loro compiti, in particolare, troviamo l’eliminazione di quegli eccessi di proteina beta-amiloide che può verificarsi sia negli occhi, che nel cervello.

Proprio per questo motivo, secondo le conclusioni della ricerca, gli occhi potrebbero già essere un segnale chiave per identificare un potenziale affetto da Alzheimer; inoltre, anche solo chi soffre di lieve declino cognitivo porta con sé dei marker di infiammazione nella retina.

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Lorenzo Peratoner

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