Siccità (@Shutterstock)
La carenza d’acqua è un problema diffuso lungo tutto lo stivale e il capo della protezione civile sta valutando come affrontarla nell’immediato. Molte sono le raccomandazioni fatte ai cittadini per evitare gli sprechi; a Castenaso, ad esempio, è stata emanata un’ordinanza contro il secondo shampoo dal parrucchiere. Quello che era una consuetudine per noi italiani ora è diventato un rischio.
La carenza di acqua in Italia rischia di diventare un problema difficile da gestire; non siamo ancora arrivati al mese di luglio e già, lungo tutto lo stivale, si pronostica addirittura un razionamento dell’acqua anche nelle ore diurne. È un vero e proprio stato d’emergenza, in poche parole, quello a cui potremo andare incontro; nel corso di quest’anno infatti abbiamo avuto un 40-50% di acqua piovana in meno rispetto alle medie degli ultimi anni, e fiumi come il Po hanno fino all’80% in meno di acqua.
Per far fronte a questa crisi idrica ci è stato consigliato di evitare gli sprechi e quindi i gesti che fino a poco tempo fa erano normali potrebbero ben presto essere “banditi” fino a nuovo ordine. Negli ultimi giorni, infatti, è stato detto di non lavare l’auto, di non riempire le piscine e di annaffiare i giardini con moderazione. Il divieto che nessuno si aspettava però viene da Castenaso, in provincia di Bologna, dove è stato chiesto ai cittadini di rinunciare al secondo lavaggio dal parrucchiere.
Donna dal Parrucchiere (@Shutterstock)
L’ordinanza anti-spreco con la quale si vieta il secondo shampoo dal parrucchiere è stata firmata dal sindaco di Castenaso, Carlo Gubellini. Il primo cittadino tiene a spiegare come si è giunti a questo punto. Un rubinetto lasciato aperto, spiega il Comune, eroga mediamente 13 litri d’acqua al minuto; decisamente troppi in un momento di emergenza, specie se si moltiplica la cifra per il numero di parrucchieri presenti nel paese, circa dieci.
Il sindaco, come riportato dal Corriere di Bologna, ha anche aggiunto che non c’è nessun intento punitivo. “Con l’ordinanza si potrebbero risparmiare migliaia di litri d’acqua al giorno, ecco perché abbiamo chiesto ai parrucchieri di fare un risciacquo di meno, perché riteniamo non sia indispensabile”. Gubellini ha poi concluso precisando che nessuno ha protestato: “Hanno capito la ratio dell’ordinanza, che non è vessatoria”.
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