Auto (@Shutterstock)
La produzione automobilistica europea è a rischio a causa della mancanza di microchip provenienti dalla Cina. L’Associazione Europea dei costruttori di automobili ha lanciato un allarme riguardo a un possibile blocco imminente della produzione.
L’ACEA (Associazione europea dei costruttori di automobili) ha dichiarato una crisi dei microchip. Le scorte di riserva sono quasi esaurite e alcuni produttori prevedono l’arresto imminente delle linee di assemblaggio. La causa è legata a una controversa politica ancora irrisolta con la Cina, da cui sarebbero dovuti arrivare questi microchip. La potenza orientale sta limitando la fornitura di terre rare e chip essenziali.
Il commissario UE, Maroš Šefčovič, è in contatto con le autorità cinesi per cercare una soluzione alla crisi. Il suo obiettivo è sbloccare le forniture di terre rare, fondamentali per l’industria automobilistica europea, soprattutto per le auto elettriche, poiché servono a realizzare magneti ad alte prestazioni utilizzati in motori, batterie e sistemi elettronici.
Negli ultimi anni si era registrato l’inizio di una tendenza positiva riguardo alle vendite di auto in Europa occidentale, che oggi continua dopo un inizio di anno faticoso.
A settembre, nella zona che comprende l’Unione Europea, l’Efta e il Regno Unito, sono state immatricolate 1.236.876 vetture, con un aumento del 10,7% rispetto allo stesso mese del 2024, quando erano state 1.116.975.
Lo dicono i dati della stessa Acea, che per i primi nove mesi dell’anno rilevano complessivamente 9.928.527 auto vendute, con un incremento dell’1,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
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