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Agnelli esce allo scoperto: le dichiarazioni dopo due mesi dalle dimissioni

Andrea Agnelli, ex presidente della Juventus, è tornato a parlare negli ultimi giorni in merito a diversi argomenti spinosi, e a meno di due mesi dalla presentazione delle dimissioni, ha rilasciato un’intervista al quotidiano olandese “De Telegraaf“. Le dichiarazioni del torinese gravitano essenzialmente intorno a un unico tema: la Superlega. Inoltre, l’ex presidente bianconero ha parlato anche di personalità in particolare come Ceferin, Al Khelaifi e Infantino. Novità anche sul fronte dimissioni: nell’intervista ha offerto un approfondimento sull’addio alla Juve…

Superlega: era tutto pronto e Ceferin era d’accordo, ma…

Come detto, l’argomento principe delle dichiarazioni del piemontese è quello della Superlega. Agnelli ha rivelato che nel 2019 il progetto stava per andare in porto, con il favore dello stesso Ceferin e di circa 130 club dell’ECA (European Club Association); successivamente però, il nuovo formato sarebbe stato identificato come una minaccia da alcuni club, dirigenti e associazioni, e il presidente della UEFA avrebbe fatto dietro front.

A questo proposito è stato menzionato anche Gianni Infantino, attuale presidente della FIFA, che insieme a Ceferin, secondo l’imprenditore, agirebbero come “proprietari di un monopolio che non esiste“. Difatti, ciò che fanno UEFA e FIFA da ormai tanti anni andrebbe ben oltre le rispettive competenze; il lavoro vero e proprio di organizzazione, a livello strutturale e non solo, lo svolgono i singoli club, e non i due organi. Ciò su cui invece hanno potere decisionale le due organizzazioni sono le date e la definizione degli incontri che si vanno a disputare nel corso della stagione.

Al-Khelaifi e il Qatar contro il cambiamento?

Agnelli si è poi espresso in merito all’attuale presidente del PSG, Al-Khelaifi, che è stato il suo successore al ruolo di numero uno dell’ECA. L’ex presidente bianconero lo ha definito come un tipo “simpatico”, che non ha però sostenuto la Superlega. Il motivo? Un nuovo torneo di tale importanza non sarebbe nei suoi interessi e nemmeno in quelli del Qatar, che Agnelli definisce come il vero proprietario del Paris.

A questo punto era necessaria una puntualizzazione sui campionati nazionali; questi, secondo la visione del piemontese, sarebbero comunque di fondamentale importanza per la Superlega. Per accedere alla competizione infatti, sarebbe necessario il piazzamento nelle zone alte del proprio campionato nazionale.

Il monopolio UEFA: “Così il calcio muore”

Parlando poi della sua situazione e del “trattamento” che riceverebbe ormai da anni dalla UEFA, Agnelli ha rivelato diversi retroscena. Secondo quanto detto dall’ex presidente della Juve, in Europa molti club sarebbero favorevoli ad uno svecchiamento del calcio; l’unico problema sarebbe che, chiunque si schieri pubblicamente a favore di questa rivoluzione, verrebbe bandito dalla stessa UEFA.

“Infantino e Ceferin non possono controllare tutto senza possedere nulla”: questa la frase con cui l’ex numero uno della Vecchia Signora ha espresso tutto il suo rammarico verso l’attuale situazione ai piani alti delle organizzazioni calcistiche. Tuttavia, quando Agnelli parla di monopolio, non si riferisce soltanto all’ambito prettamente calcistico; il controllo totale che avrebbe la UEFA si estenderebbe anche alle condizioni finanziarie, commerciali e legali dei club, oltre che a quelle sportive.

 

UEFA (@Shutterstock)

 

E sull’addio alla Juve: “Sarà meglio senza di me”

Altro argomento su cui si è soffermato Agnelli è quello delle dimissioni che lui stesso ha rassegnato meno di due mesi fa, chiudendo l’era Agnelli. Dopo ben 13 anni di presidenza (2010-2023) nei quali i bianconeri hanno dominato la Serie A, vincendo ben nove Scudetti consecutivi, l’avventura del piemontese si è chiusa in seguito all’indagine Prisma, il processo condotto dalla Procura di Torino a carico del club che ha avuto conseguenze a dir poco catastrofiche; 15 punti di penalizzazione, le dimissioni di tutto il CDA (compresi Agnelli, Nedved, Arrivabene) e lo sconvolgimento di tutto l’ambiente squadra…

Nell’intervista al “De Telegraaf“, Agnelli ha infine spiegato il motivo di queste dimissioni; secondo la visione dell’ex numero uno bianconero, la sua permanenza alla Juventus avrebbe rappresentato solo un peso per tutto l’ambiente. Un nuovo CDA, completamente estraneo alle problematiche e alle accuse rivolte a quello precedente, potrebbe quindi dare nuova vita alla società.

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Giorgio Capoccello

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