adolescenti, immagine pixabay
Il preoccupante dato è stato diffuso da Save The Children: in Italia il 42% degli adolescenti chiede supporto emotivo alle intelligenze artificiali. Oltre il 92% dei 15-19enni intervistati durante lo studio ha dichiarato di utilizzare l’IA, gli adulti a farne uso solo il 46,7%.
L’adolescenza è sicuramente un periodo complicato, in cui gestire i cambiamenti ormonali non è facile. In questo nuovo mondo i giovani cercano di orientarsi chiedendo l’aiuto dell’intelligenza artificiale, perché temono di esser giudicati. Nella XVI edizione dell’Atlante dell’Infanzia a rischio, diffuso da Save The Children, sono emersi dati preoccupanti riguardo l’utilizzo dell’intelligenza artificiale da parte degli adolescenti: quattro su dieci hanno affermato di aver chiesto supporto all’IA nei momenti di fragilità emotiva.
Il 41,8% ha chiesto ai chatbot un confronto per prendere decisioni importanti e ben il 58,1% ha chiesto aiuto su aspetti rilevanti della propria vita. Tra i giovani intervistati, molti affermano di preferire parlare con un chatbot, piuttosto che con una persona più grande, perché l’intelligenza artificiale “non giudica”.
Sempre nello studio svolto da Save The Children sono emerse criticità anche nel rapporto che i giovani hanno con i cellulari. Come riportato da TGCom24, il 38% dei 15-19enni dichiara di guardare spesso il cellulare anche in presenza di amici o familiari, mentre il 27% avverte un senso di agitazione quando non ha il dispositivo con sé. Un altro dato allarmante è l’aumento di adolescenti che sono stati vittima di episodi di cyberbullismo (47,1%). Il 37% ha rivelato di visitare con regolarità siti per adulti, che possono contribuire a creare insicurezze riguardo il proprio corpo, e che come rivelato da studi scientifici, contribuiscono ad un peggioramento del benessere mentale. Inoltre, tra gli adolescenti intervistati, quasi la metà non ha visitato mostre e musei nell’ultimo anno e il 46% non ha letto alcun libro. L’utilizzo dei chatbot, e più in generale dei dispositivi tecnologici, sta portando i più giovani ad isolarsi sempre di più.
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Articolo a cura di Enrico Roca
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