Gaming

A Plague Tale: Requiem, prime impressioni del nuovo titolo di Asobo Studio

Pochi giorni fa è finalmente uscito A Plague Tale: Requiem, atteso sequel di quella piccola perla di Innocence, uscito nel 2019 su PlayStation 4, Xbox One, Nintendo Switch e PC. E questo secondo capitolo parte proprio da qui, dalle solide basi del predecessore, andandole però ad ampliare sotto ogni punto di vista.

A Plague Tale: Requiem, il coraggio di non arrendersi

La trama di gioco prosegue le vicende di Amicia e Hugo de Rune, ora ben lontani dalla Guienna, ormai dilaniata dalla guerra e dalla peste. Fin dalle prime fasi di gioco ritroveremo la familiarità con i comandi e con le vicende dei protagonisti, con cui non riusciremo a non empatizzare. Se avete giocato al primo capitolo, non riuscirete a smettere di sorridere nel guardare il piccolo Hugo correre tra i campi colorati insieme a Lucas, ora cresciuto e più esperto nelle arti alchemiche.

 

 

La storia prenderà però subito una piega inaspettata. Ci ritroveremo braccati e non potremo fare altro che scappare. La componente principale di gameplay rimane lo stealth; che tuttavia ritroviamo ampliato e con molte più possibilità di azione. Avremo fin da subito a disposizione la nostra fedele fionda, con cui distrarre i nemici e uccidere quelli sprovvisti di un elmo. Con l’avanzare nella trama principale, poi, avremo a disposizione sempre nuove tipologie di munizioni, che ci permetteranno di aggirare meglio i nostri avversarsi. Munizioni che si basano principalmente su componenti alchemici, fondamentali soprattutto per affrontare i ratti. Si, i ratti. Asobo Studio in A Plague Tale: Requiem ha voluto esagerare inserendo letteralmente un mare di ratti. Saranno sempre in un numero infinitamente superiore a noi, e il senso che ci trasmetteranno sarà angosciante e terrificante.

E queste sensazioni si andranno ad amplificare quando ci ritroveremo in spazi stretti e bui, dove saremo circondati solo da morte e putrefazione. Le ambientazioni di gioco sono di fatto incredibili; vanno a costruire un diorama variegato, che spazia dai toni più cupi e violenti ai colori più accesi e caldi. Amicia passerà dallo stare in un mercato pieno di colori e profumi al nascondersi in una carcassa di animale in men che non si dica. E la sensazione che ne scaturisce è unica nel suo genere.

 

Una fuga senza fine

La progressione di gioco è lineare, ben definita e scandita in maniera eccellente. Alle fasi stealth e più concitate si alternano fasi più riflessive e dai ritmi più tranquilli, dove andremo ad esplorare le varie ambientazioni e risolveremo enigmi ambientali di varia natura. La difficoltà degli enigmi non è mai proibitiva, ma riesce sempre a non diventare banale. Interessante è anche la scelta riguardante le abilità. Non è presente infatti un vero e proprio albero delle abilità con un sistema a punti. Gli sviluppatori hanno optato invece per una progressione dinamica. Sono presenti infatti tre rami di abilità (“cautela”, “lotta”, “opportunismo”), che andremo a potenziare in base al nostro stile di gioco. Se opteremo per un approccio più furtivo, andremo a sbloccare le abilità del ramo “cautela”; se invece adopereremo uno stile più aggressivo, progrediremo nel ramo “lotta”, e così via. Una scelta che ben si sposa con la natura di stampo narrativo dell’opera.

 

 

Graficamente il gioco è mozzafiato. Sfruttando a pieno la pubblicazione solo su console (e PC) next gen, infatti, Asobo Studio ha potuto puntare al massimo sull’aspetto grafico. Unica pecca, l’assenza di una modalità “performance”, che impedisce al gioco di arrivare ai 60 fps su console. E purtroppo, i 30 frame al secondo si sentono tutti, soprattutto se consideriamo di essere su PlayStation 5 e Xbox Series X/S. Su PC riuscirete invece a raggiungere i 60 fps, a patto però che abbiate un set up di tutto rispetto.

Insomma, A Plague Tale: Requiem sembra essere un titolo davvero interessante, confermando tutto quanto di buono fatto con il primo capitolo. E voi, ci state giocando? Cosa ve ne pare? Fatecelo sapere sulla nostra pagina Instagram, e non dimenticate di continuare a seguirci su Nasce, Cresce, Respawna per non perdere tutte le ultime news. Leggete anche:

 

Riccardo Rizzo

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