fbpx The Mandalorian and Grogu, la recensione: si doveva fare di più
Cinema & Serie TV

The Mandalorian and Grogu, la recensione: si doveva fare di più

di Riccardo Rizzo

Condividi con chi vuoi

In uscita nelle sale italiane mercoledì 20 maggio, The Mandalorian and Grogu è il primo film ambientato nell’universo di Star Wars dopo Episodio IX: L’ascesa di Skywalker. Figlio della svolta seriale di Disney, rappresenta il proseguimento delle avventure di Din Djarin e del suo piccolo amico dopo le tre stagioni della celebre serie firmata da Jon Favreau, che ha scritto e co-diretto insieme a Dave Filoni anche questo lungometraggio.

The Mandalorian and Grogu si presenta sicuramente come una pellicola interessante, che punta tutto sul carisma e l’intesa tra i due protagonisti, ma avrà saputo catturarci fino in fondo? E soprattutto, riuscirà a giustificare la scelta di far continuare il viaggio del Mandaloriano dopo il finale della terza stagione, passando peraltro al formato cinematografico?

Un nuovo viaggio per Mando

Come avviene negli episodi della serie televisiva, The Mandalorian and Grogu è ambientato tra i pianeti più remoti dell’Orlo Esterno. L’Impero è caduto, e la Nuova Repubblica sta dando la caccia agli ultimi seguaci del regime per ottenere informazioni ed evitare un’altra guerra. Il Mandaloriano lavora con loro come “collaboratore esterno”, aiutandoli insieme a Grogu.

La trama verte intorno a una taglia su un misterioso imperiale su cui non si hanno informazioni. Mando è dunque costretto a collaborare con gli Hutt per arrivare al suo obiettivo. Presto però le cose prendono una piega inaspettata, dando avvio a una sequela di eventi che ricalca appieno lo stile della serie.

Le atmosfere sono quelle iconiche di Guerre Stellari. L’impianto narrativo si basa quasi interamente su Din Djarin e Grogu, che si confermano una coppia perfetta anche sul grande schermo. Gli effetti speciali sono semplicemente eccezionali, con l’Industrial Light & Magic che dimostra ancora una volta di essere una, se non la miglior azienda di visual effects al mondo. Le musiche di Ludwig Göransson sono già senza tempo, degne dell’impronta iconica data al franchise da John Williams. Eppure, usciti dalla sala, siamo rimasti perplessi. Qualcosa non ci ha convinto, lasciandoci un po’ d’amaro in bocca.

Era davvero necessario?

Mentre scorrevano i titoli di coda, di fatto, nella nostra mente si è fissata una domanda: era davvero necessario? Serviva disturbare il Mandaloriano dopo il finale dell’ultima stagione televisiva? Guardando The Mandalorian and Grogu, infatti, abbiamo avuto l’impressione che il film sia stato prodotto più per cercare di riportare un po’ di entusiasmo tra gli appassionati che per la necessità di raccontare una buona storia.

La pellicola funziona, e da un punto di vista tecnico non le si può dire nulla. Ciò che le manca, però, è proprio una giustificazione narrativa, un incipit forte che coinvolga fino in fondo lo spettatore e che lo trasporti per tutti i 132 minuti di durata. La storia di The Mandalorian and Grogu si adagia sulla consapevolezza della potenza dei suoi personaggi, limitandosi a offrire le stesse atmosfere e situazioni che i fan hanno apprezzato con The Mandalorian.

Jon Favreau e Dave Filoni hanno scelto di non osare, con lo spettatore che rischierà di dubitare dell’effettiva rilevanza di questa pellicola all’interno dell’universo espanso di Star Wars. La nuova tappa del viaggio di Din Djarin non aggiunge nulla di significativo alla storia del personaggio. È una bella parentesi, un’aggiunta piacevole per gli irriducibili di Guerre Stellari, che coglieranno tutte le reference e apprezzeranno alcune apparizioni direttamente dalle Guerre dei Cloni.

La decisione poco coraggiosa di legare l’intreccio al cartello degli Hutt, però, non ci ha convinto, con un effetto a cascata che rende poco incisiva tutta la storia. Il rapporto tra il Mandaloriano e Grogu funziona come sempre, è vero, ma per il grande schermo non basta: serviva decisamente qualcosa di più.

L’Impero è caduto, servono nuove storie: c’è bisogno di un nuovo inizio

The Mandalorian and Grogu non è che l’ennesima dimostrazione della situazione complessa di Disney, che con la marcata accelerazione per quanto riguarda gli universi espansi di Star Wars e del mondo Marvel ha creato molte – troppe – serie tv e prodotti collaterali che hanno saturato la fanbase.

Dopo così tante storie, stupire è diventato sempre più difficile e complesso. Ormai produrre un “classico film di Star Wars” non basta più, nemmeno – o forse soprattutto – se si punta sui due personaggi più amati degli ultimi vent’anni (almeno dalla seconda trilogia in poi). I due cacciatori di taglie hanno avuto il loro arco narrativo. Ora serve qualcosa di nuovo, qualcosa di originale, che mantenga sì le atmosfere che hanno reso leggendaria questa galassia lontana lontana, ma che sappia proporre anche qualcos’altro. Qualcosa che sappia stupire ed emozionare come da troppo tempo non accade con Guerre Stellari.

Il film, comunque, fa il suo. Al netto di un ritmo un po’ altalenante, con una parte centrale troppo compassata, saprà entusiasmare gli appassionati più incalliti, che saranno felici di tornare a vedere Guerre stellari sul grande schermo. Proprio perché si tratta di un grande ritorno, tuttavia, bisognava fare di più.

E voi, andrete a vedere The Mandalorian and Grogu al cinema? Avete apprezzato le avventure del Mandaloriano nella serie televisiva? Fatecelo sapere sulla nostra pagina Instagram! E non dimenticate di continuare a seguirci qui sulle pagine di Nasce, Cresce, Streamma per rimanere aggiornati su tutte le ultime notizie sul mondo del cinema e delle serie TV.

Pro:

  • Din Djarin e Grogu si confermano una coppia perfetta;
  • Atmosfere, musiche, effetti speciali: tutto è fedele all’universo di Guerre Stellari

Contro:

  • Ritmo altalenante, con una parte centrale che rallenta un po’ troppo;
  • … tutto è fin troppo classico: bisognava osare di più. La storia aggiunge poco o nulla all’arco narrativo dei protagonisti e di Star Wars in generale.

VOTO: 7

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Condividi con chi vuoi