di Redazione NCI
Un semplice controllo del biglietto si è trasformato in un episodio di violenza che ha coinvolto due dipendenti delle Ferrovie dello Stato. Una capotreno e un macchinista sono stati aggrediti da un passeggero, riportando ferite che hanno reso necessario il trasporto in ospedale. L’episodio si è verificato nel pomeriggio di domenica 16 marzo a bordo del treno regionale partito da Piacenza e diretto a Milano. A seguito dell’accaduto, il convoglio è stato soppresso, costringendo i passeggeri a trovare un’alternativa per proseguire il viaggio, come riportato da Skytg24.
La dinamica dei fatti
L’episodio è iniziato con una discussione tra la capotreno, una donna di 31 anni, e un passeggero, un uomo italiano di circa 45 anni. Il motivo del litigio sarebbe stato il biglietto del viaggiatore, quest’ultimo ha poi iniziato ad alzare i toni fino a farsi sempre più aggressivo. Le urla hanno attirato l’attenzione del macchinista, un giovane di 26 anni, che si trovava nella cabina di guida. Giunto sul posto per aiutare la collega, il ferroviere è stato coinvolto nella colluttazione. L’aggressione si è consumata mentre il treno era fermo alla stazione di Lodi e ha avuto conseguenze tali da richiedere l’intervento dei soccorsi.
L’arrivo dei soccorsi e l’intervento delle forze dell’ordine
Sul posto sono immediatamente intervenuti i sanitari del 118, che hanno prestato le prime cure ai due ferrovieri prima di trasportarli al pronto soccorso dell’ospedale di Lodi. Contemporaneamente, i carabinieri hanno fermato l’aggressore e avviato gli accertamenti per ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto. A causa dell’aggressione, il convoglio è rimasto bloccato sui binari per diversi minuti prima di essere ufficialmente soppresso. I viaggiatori a bordo sono stati costretti a scendere e ad attendere il treno successivo per poter proseguire il viaggio verso Milano, subendo inevitabili ritardi e disagi.
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