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45enne fa incidere il logo della Juventus sui capelli dei figli: denunciato

In Italia, il calcio viene visto come qualcosa di serio, spesso identificativo. La fede per un club è spesso oggetto di scontri, querelle e controversie, anche giudiziarie. Quanto accaduto a Roma, però, rappresenta un’estremizzazione piuttosto significativa del valore sociale assunto dal tifo calcistico. Un papà 45enne, tifoso della Juventus, è indagato per maltrattamenti in famiglia per aver indotto i due figli ad esibire una bizzarra capigliatura.

Tuttavia, quest’ultima ha provocato l’ilarità degli amici dei bambini, scatenando la reazione della madre e spingendo la Procura ad avviare le indagini.

Logo della Juventus sulla nuca: il caso

Tutto nasce all’inizio del 2021, quando, come riportato dal Corriere della Sera, un 45enne romano, tifoso della Juventus, coinvolge i due figli in un’eccentrica idea. Il genitore, infatti, rivela ai figli la sua intuizione: far tagliare loro i capelli con impresso sulla nuca il logo della squadra bianconera.

I due bambini di 6 e 8 anni, tifosi in particolare di Dybala e Chiellini, accolgono con entusiasmo il pensiero del padre. Il barbiere, ascoltata la richiesta dell’uomo e vista la felicità dei figli, ha così realizzato lo stravagante look. Un’idea, però, che non è piaciuta particolarmente alla madre dei due maschietti, facendo sfociare il caso in una controversia giudiziaria.

 

Paulo Dybala (@Shutterstock)

Maltrattamenti su minore e non solo: le accuse

L’euforia dei bambini si è però spenta quasi subito, dopo essersi scontrata con gli sfottò dei loro amici. Inoltre, la vista del nuovo taglio di capelli dei figli ha provocato lo sgomento da parte della madre, facendo scoppiare un’accesa discussione tra i due genitori. L’uomo, infatti, è indagato anche per maltrattamenti nei confronti dell’ex compagna, spingendola ad abbandonare il focolare domestico.

La donna ha provveduto a denunciare il padre dei bambini, indagato per maltrattamenti in famiglia dopo la chiusura indagini disposta dalla Procura. Escluso che il logo sia una sorta di marchio di possesso per chiarire al nuovo compagno chi sia il padre, rimane la difesa dell’uomo di aver commesso un’atto goliardico. Su cui, però, sembra essersi scontrata la volontà della madre e, soprattutto, la reazione degli amici dei bambini.

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Lorenzo Ruggieri

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