Bandiera Unione Europea (@Shutterstock)
La deforestazione è uno dei problemi principali a livello ambientale per tutto il Pianeta. Infatti negli ultimi 30 anni, come riporta il WWF, la superficie forestale a livello mondiale si è ridotta di oltre 420 milioni di ettari, con una perdita di oltre 4,7 milioni di ettari l’anno, dal 2010 ad oggi. A questo proposito, l’Unione Europea si è attivata per cercare di risolvere il grave problema…
Come riporta l’Ansa, l’Unione Europea ha raggiunto un accordo preliminare con i Governi dei vari Paesi europei per introdurre una legge sulla deforestazione; il decreto vieta in maniera definitiva l’importazione di qualsiasi prodotto che contribuisca al disboscamento e alla eventuale deforestazione.
Le aziende, come spiega la legge, prima di vendere il prodotto, dovranno rilasciare una dichiarazione scritta che dovrà indicare che il bene venduto non abbia contribuito al degrado delle foreste in qualsiasi parte del mondo, a partire dal 31 dicembre 2020; i beni senza questa documentazione non potranno essere venduti.
Al momento i prodotti che di più rischiano sanzioni sono bovini, cacao, caffè, olio di palma, soia e legno. Inoltre, sono compresi tutti quei prodotti che contengono, sono stati realizzati o nutriti (nel caso di prodotti di origine animale) con materie prime derivate dal fenomeno in questione.
L’Unione Europea ha anche rilasciato una nuova definizione di degrado forestale, ampliandone il significato; il termine adesso includerà la conversione artificiale o naturale di foreste primarie in foreste di piantagione o in altri terreni boschivi. È stata anche inclusa la conversione di foreste primarie in foreste piantate; ci vorrà almeno un anno per una eventuale estensione del termine ad altre superfici boschive.
Il presidente della Commissione Ambiente del Parlamento Europeo Pascal Canfin ha confermato l’arrivo della nuova legge. Come spiega Renew Europe, Canfin ha dichiarato:
“Si tratta di un accordo storico: è la prima legge al mondo contro la deforestazione. Il campo è esteso a gomma, carbone e derivati dell’olio di palma”.
L’Unione Europea, con l’accordo appena raggiunto, classificherà i Paesi e le Regioni in base al livello di rischio; fino all’1% si tratta di rischio basso, fino al 3% rischio standard e fino al 9% rischio alto. Nel caso in cui l’accordo non dovesse essere rispettato, la multa è fissata ad almeno il 4% del fatturato totale annuo nell’UE dell’operatore.
Come ricorda il WWF, l’Unione Europea è responsabile del 16% della deforestazione globale con le sue importazioni e attualmente è seconda solo alla Cina circa l’azione negativa verso le foreste tropicali. Una soluzione era necessaria, ma siamo solo all’inizio di percorso lungo e tortuoso…
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