Uscito nelle sale italiane giovedì 3 aprile 2025, Un film Minecraft si presenta come il live-action del celebre videogioco Mojang. La pellicola, diretta da Jared Hess, racconta la storia del giovane Henry, che con la sorella e altri amici si ritrova catapultato nell’Overworld, dove insieme a Steve deve impedire che Malgosha entri in possesso dell’Orb e del cristallo che lo attiva. Warner Bros. e Legendary saranno riuscite a fare centro con questo particolare adattamento?
Un film Minecraft vede Henry (Sebastian Eugene Hansen), Natalie (Emma Myers), Garrett “The Garbage Man” Garrison (Jason Momoa) e Dawn (Danielle Brooks) finire per caso nell’Overworld, un misterioso mondo cubettoso scoperto anni prima da Steve. L’uomo ci è arrivato tramite un portale scoperto per caso dentro una miniera, e dopo averne compreso le potenzialità ha deciso di rimanerci.
Dopo anni di spensieratezza e libertà, però, Steve ha trovato un altro portale, che a differenza del primo connette l’Overworld con il Nether, il regno di Malgosha e del suo esercito di piglin. La potente maga vuole sfruttare l’Orb per conquistare la superficie ed eliminare ogni forma di creatività. Il compito dei protagonisti è dunque quello di fermare Malgosha e salvare l’Overworld.
La trama non brilla certo per originalità (già il gioco, invero, non ha un ricco comparto narrativo, anzi si basa soprattutto sulla libertà concessa al giocatore e alle sue personali interpretazioni del gameplay), ma è il suo pessimo sviluppo a rovinare la visione. La storia di Un film Minecraft, di fatto, è più un canovaccio, un pretesto per far vivere ai personaggi alcune delle situazioni tipiche del videogioco come la sessione in miniera, la scoperta di un villaggio, il lancio dell’Ender Pearl, l’esplorazione della magione, ecc.
Ciò che manca è un effettivo sviluppo, con la storia che si traduce in una sequela di eventi sconnessi e senza una reale profondità. Prendiamo il rapporto tra Henry e la sorella Natalie, per esempio. In alcuni momenti si cerca di creare una forte tensione emotiva, un pathos improvviso, che però stona con il tono generale e con la costruzione dei rispettivi personaggi.
È forse questo il principale difetto della produzione: l’incoerenza che si percepisce tra lo stile grafico serio dato dalla natura live-action e un umorismo goffo e maldestro che non riesce mai a strappare una risata. I personaggi in carne e ossa stonano con il resto dell’ambientazione, interamente realizzata in digitale. La scelta lascia presagire un tono più “serio” di quello che effettivamente caratterizza il film, che tenta come detto la strada della commedia, fallendo però su tutta la linea.
Le battute sono spesso telefonate e banali, con una continua volontà di strizzare l’occhio alle generazioni più giovani (sono vari i momenti in cui si usano termini come “bro”, “yep” e simili, che soprattutto con il doppiaggio in italiano stonano con il resto del discorso), risultando però forzati e fuori luogo. A questo bisogna poi aggiungere un citazionismo eccessivo e didascalico e una serie di momenti semplicemente imbarazzanti che rischiano di far rimanere senza parole lo spettatore.
Un altro elemento che non ci ha convinto è la scelta di ridurre l’Overworld e il Nether a dei semplici sfondi per le vicende dei protagonisti. Durante i 100 minuti necessari per arrivare ai titoli di coda ci sono pochissimi riferimenti ai vari biomi e alle ambientazioni che più caratterizzano i mondi di Minecraft. E lo stesso discorso vale per la costruzione, vero protagonista del videogioco qui ridotta a semplice caratteristica di contorno. Durante la visione del film è mancata quella magia della scoperta, del brivido dato dal costruire qualcosa per la prima volta e della gioia scaturita dalla sperimentazione con i vari blocchi e materiali disponibili.
E a poco servono il buon comparto tecnico e musicale e l’interpretazione di Jason Momoa, che con il suo “Garbage Man” dà vita forse al miglior personaggio dell’intero cast – sicuramente quello più profondo e meglio caratterizzato.
Insomma, Un film Minecraft non ci ha convinto. L’opera non trova mai uno scopo, un reale motivo d’esistenza, con le vicende dei protagonisti che sembrano spesso una mera rappresentazione in live-action di alcune situazioni (nemmeno le più iconiche) tratte dal videogioco. Vista la natura del titolo Mojang, forse sarebbe stato meglio optare per una produzione animata, con un tono meno impegnato e una maggiore attenzione alla rappresentazione estetica e al racconto degli ambienti tipici del videogioco.
PRO:
CONTRO:
VOTO: 5
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