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Trump gettava documenti ufficiali nel water? l’accusa di una giornalista del New York Times

In vista delle elezioni USA di metà mandato che si svolgeranno a novembre, appaiono nuove importanti rivelazioni circa l’operato dell’ex presidente repubblicano. Secondo la giornalista Maggie Haberman, Donald Trump avrebbe fatto sparire alcuni documenti ufficiali che sarebbero dovuti essere consegnati all’Archivio di Stato. Non è di certo la prima volta che un presidente degli Stati Uniti cerca di mascherare qualcosa; in questo caso, però, le modalità con cui l’ex coinquilino della Casa Bianca avrebbe compiuto l’opera sono del tutto particolari.

Giù per il tubo

Le accuse rivolte al presidente sono riportate nel nuovo libro in procinto di pubblicazione di Maggie Haberman. Il libro, intitolato “The Confidence Man”, si incentra sull’operato alla Casa Bianca di Donald Trump, dipingendo un ritratto dell’uomo molto più scaltro e astuto di quanto l’opposizione creda. La donna, infatti, avrebbe avuto molti colloqui personali con l’ex presidente, conoscendo un uomo ben consapevole dei mezzi di influenza dei social network.

La Haberman è una reporter affermata del New York Times, per cui era ben cosciente dei rischi in cui poteva incorrere pubblicando in un libro rivelazioni così importanti. Tali accuse si basano su alcune testimonianze del personale che lavorava nella Casa Bianca all’epoca del mandato di Trump. Questi, secondo quanto riportato sul sito di informazione Axios, al quale la Haberman avrebbe concesso in anteprima i dettagli della storia, avrebbero rinvenuto spesso dei fogli di carta negli scarichi dei WC presidenziali.

Con tanto di foto pubblicate nel libro, quindi, la giornalista del NYT accusa l’ex presidente di essere solito sbarazzarsi di documenti ufficiali nel modo più comico ci possa essere: scaricandoli giù per il tubo della toilette.

La risposta di Trump

Naturalmente, nel caso le accuse fossero veritiere, l’ex presidente rischierebbe di rispondere a un reato molto grave. Trump ha quindi smentito subito le voci, chiamando Maggie Haberman con l’appellativo “Maggot” (verme in inglese) in un gioco di parole tipico dell’ex leader repubblicano.

Il Federal Bureau ha già aperto un’indagine per fare chiarezza sulla faccenda. I documenti in questione sarebbero delle note scritte a mano che, secondo la legge USA, sarebbero dovute essere consegnate all’archivio di Stato. La calligrafia dei pezzi di carta visibili nelle foto sembra appartenere all’ex presidente. Tuttavia, ancora non ci sono conferme o smentite circa la veridicità di queste accuse e, senza prove più concrete, sarà comunque molto difficile dimostrarlo.

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Gianmichele Trotta

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