Bentornati! Eccoci finalmente arrivati al terzo episodio di The Witcher Story, la nostra rubrica completamente dedicata all’universo e alla lore dietro a The Witcher. Un viaggio strutturato in più puntate, che ci porterà a conoscere meglio il mondo nato dalla penna di Andrzej Sapkowski, autore della celebre saga letteraria.
E, come promesso, dopo aver raccontato la storia di come gli Uomini divennero i nuovi incontrastati padroni del Continente, nell’episodio di oggi andremo a vedere più nel dettaglio la complessa composizione geopolitica di tale mondo, trattando la suddivisione e la descrizione dei diversi Regni che lo compongono. Realtà dinamiche e, spesso, molto diverse tra di loro, caratterizzate da un livello tecnologico e da una società che ricalca quella medievale (in pieno stile high fantasy). Non perdiamo altro tempo, dunque. Andiamo!
Come abbiamo visto nel corso del precedente episodio, la conquista del Continente da parte degli Uomini fu un’azione progressiva e che andò a ledere, fra tutte, una razza in particolare: gli Elfi. Considerati i primi veri padroni del Continente, con l’arrivo degli Umani gli Elfi furono infatti costretti a dover dire addio al loro precedente stile di vita e alle loro sfarzose città, venendo prima cacciati dalle terre che abitavano e, infine, sottomessi.
Dopo essere giunti nel Continente in seguito alla Congiunzione delle Sfere (con il cosiddetto Primo Sbarco) ed essersi inizialmente insediati nel territorio del Delta del Pontar, gli Uomini iniziarono infatti a intraprendere una serie di azioni belliche nei confronti del popolo elfico, al fine di espandersi e colonizzare più territori. Le cosiddette Guerre Umano-Elfiche. Proprio a seguito di tali conflitti, quindi, gli Uomini diventarono i nuovi padroni del mondo, e rimodellarono l’aspetto del Continente fino a fargli assumere le sembianze di quella realtà che abbiamo conosciuto all’interno dei libri, dei giochi di CD Projekt Red e della successiva serie Netflix. Una realtà complessa e dove diverse forze di potere si muovono e, talvolta, si scontrano, dando vita a sanguinosi conflitti.
In particolare, è possibile dividere il mondo di The Witcher in due macro-zone, o macro-realtà, rappresentate rispettivamente dai Regni Settentrionali e dall’Impero Nilfgaardiano. Queste due realtà hanno usi e costumi spesso differenti, così come le storie che ne stanno alla base, e sono separate da una catena montuosa nota come Montagne di Amell.
Oltre ai Regni Settentrionali e all’Impero Nilfgaardiano, che rappresentano quindi il centro nevralgico del Continente e l’ambientazione principale della saga di The Witcher, esistono poi altre zone e regioni, talvolta citate all’interno dei giochi e dei libri di Sapkowski, come ad esempio la Zerrikania, zona dal clima tropicale famosa per le sue celebri donne-guerriero, e la regione di Haakland. Tuttavia, sebbene parte integrante del mondo di The Witcher, tali zone rappresentano solo una sorta di realtà periferica del Continente, motivo per cui le informazioni e le nozioni che abbiamo al riguardo sono assai più scarse rispetto a quelle riguardanti Nilfgaard e i Regni Settentrionali. Procediamo quindi proprio con l’analizzare questi ultimi.
Situati a nord delle Montagne di Amell, i Regni Settentrionali sono una serie di differenti Regni che tuttavia presentano una cultura e un tipo di società molto simile. I loro abitanti vengono chiamati “Nordici” da quelli dell’Impero Nilfgaardiano e delle altre regioni del Continente. Anche se in numero inferiore rispetto agli Uomini, spesso in questi Regni è facile trovare anche Gnomi, Nani ed Elfi (assai rari, invece, nel Sud del Continente). Sebbene siano parte della società, tuttavia, tali razze vivono spesso in maniera isolata dal resto della comunità, venendo spesso discriminati e tormentati.
I Regni Settentrionali sono:
Di dimensioni ben maggiori rispetto a tutti gli altri Regni citati, invece, l‘Impero Nilfgaardiano è situato a sud delle Montagne di Amell, occupando quindi la parte meridionale del Continente.
Potendo contare su un’economia florida e su una potenza bellica senza eguali, l’Impero Nilfgaardiano è considerato il più potente regno di tutto il Continente. Il suo territorio si è notevolmente espanso dopo le cosiddette Guerre Settentrionali, una serie di azioni belliche che lo hanno portato a inglobare diversi territori del nord. Tali territori diventeranno poi le quattro principali provincie dell’Impero, ossia: Ebbing, Maecht, Nazair e Metinna. Attualmente, tali province sono considerate come stati vassalli di Nilfgaard e sono governate da sovrintendenti o dai vecchi re che si sono sottomessi all’Impero. All’interno della saga di The Witcher, le Guerre Settentrionali rappresentano un tassello fondamentale.
Proprio nel corso di tali conflitti, infatti, assisteremo a numerosi eventi citati o raccontati al suo interno, come ad esempio l’Invasione di Cintra da parte delle truppe Nilfgaardiane e la celebre Battaglia di Sodden. E proprio l’Invasione di Cintra sarà la principale causa che spingerà Ciri a mettersi sulle tracce di Geralt, sotto consiglio di sua nonna. Da quel momento, il ritrovamento di Ciri diventerà il principale obiettivo dell’Imperatore di Nilfgaard, Emhyr Van Hemreis. Egli, che altri non è che il padre della ragazza, vuole infatti averla al proprio fianco così da essere nelle condizioni di reclamare ufficialmente il trono di Cintra. Trono di cui lei è la legittima erede. Un uomo complesso e per certi versi controverso, dunque, che è oggetto di una vera e propria venerazione da parte dei suoi sudditi.
Proprio la fede e la venerazione che nutrono nei confronti del loro Imperatore è infatti uno dei tratti maggiormente distintivi dei Nilfgaardiani. Chiamato dai suoi seguaci la “Fiamma Bianca”, Emhyr Van Hemreis è considerato alla stregua di un vero e proprio messia, destinato a portare Nilfgaard al suo periodo di massimo splendore.
In particolare, la sua fama e celebrità presso i Nilfgaardiani si devono ad una singola impresa. Van Hemreis infatti è riuscito praticamente con le sue sole forze a riprendersi il trono che gli spettava di diritto. Suo padre, il precedente Imperatore, era infatti stato deposto dal cosiddetto Usurpatore, un membro della nobiltà, che fa maledire Emhyr e lo manda in esilio, quando questo ha tredici anni. E, come sappiamo, proprio a seguito di tale maledizione, l’uomo andrà ad assumere un aspetto animalesco. Lo stesso con cui per lo prima volta lo abbiamo conosciuto nella saga (quando si faceva chiamare con il nome di Duny). Una storia spiacevole e tumultuosa, dunque, che tuttavia lo condurrà ad una divinizzazione da parte dei suoi seguaci e ad una fama senza precedenti.
Regni in decadenza, monarchi considerati alla stregua di divinità, un grande Impero intenzionato ad espandere i proprio orizzonti. Come abbiamo visto, quello di The Witcher è un mondo incredibilmente vasto e variegato, dove non è raro che le diverse forze di potere in gioco entrino in conflitto. Un mondo magico e per certi versi oscuro, dove uomini comuni convivono con mostri, Elfi, maghi e strighi.
E proprio il ruolo della Confraternita dei Maghi e le diverse Scuole di Witcher saranno gli argomenti principali dell’ultimo episodio di The Witcher Story. Un episodio imperdibile, che ci poterà ad una comprensione più profonda di queste due realtà.
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