Che la Cina non prenda alla leggera la questione videogiochi ci è ormai chiaro da tempo. Basti pensare alle recenti regolamentazioni sul tempo di gioco imposte ai minori. Ma di certo non ci saremmo aspettati che il paese del sol levante si desse la zappa sui piedi, almeno a livello economico. La Cina sembra decisa a smorzare la crescita della società Tencent, colosso del digitale.
Va prima fatta un po’ di chiarezza. Tencent è una delle più grandi aziende del settore digitale della Cina e negli ultimi anni ha allargato il suo bacino di utenza anche verso l’occidente. Detiene di fatto Riot Games, la società statunitense sviluppatrice di League of Legends, ma anche Legends of Runeterra e Valorant. Grazie alla divisione Tencent Games, si è anche imposta su titoli come Call of Duty: Mobile o anche la versione per dispositivi portatili di Fortnite e PUBG.
L’azienda è anche socia azionaria di altre grandi aziende del settore, arrivando a detenere fino al 5% delle azioni di aziende come Ubisoft ed Activision Blizzard, senza contare il sempre più stretto rapporto con Epic Games. Si tratta quindi di un gigante del settore di cui si sente poco parlare.
Il ministro dell’Industria e dell’Informatica cinese ha chiesto ai vari store digitali ed alle piattaforme di bloccare tutte le app legate all’azienda, impedendo aggiornamenti o pubblicazioni. Non è ancora chiaro quanto durerà la sospensione, ma Tencent sembra disposta a collaborare. Sembra che il motivo ufficiale di questo embargo sia alla legge sulla protezione delle informazioni personali in Cina. Si tratta di un decreto molto restrittivo, che andrà ad incidere anche su altre aziende cinesi. Con più di 70 app ed un centinaio di videogiochi pubblicati, l’azienda ha già dichiarato il suo interesse verso la protezione dei dati personali dei propri utenti.
La holding ha dimostrato il proprio impegno per migliorare la sicurezza, sviluppando un algoritmo di riconoscimento facciale per impedire ai bambini di utilizzare le proprie app. L’azienda sembra fiduciosa e ha deciso di collaborare con i controlli imposti dal governo cinese. Se questo ban dovesse continuare il futuro dell’azienda potrebbe non essere cosi roseo e le conseguenze si sentiranno anche nel mercato occidentale.
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di Michele Messina
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