Gaming

Stop Destroying Videogames: il vicepresidente del Parlamento Europeo supporta l’iniziativa

Il vicepresidente del Parlamento dell’Unione Europea, Nicolae Ștefănuță, ha dichiarato di supportare l’iniziativa Stop Destroying Videogames. Dopo aver firmato la petizione, Ștefănuță si è pubblicamente schierato dalla parte dei videogiocatori, sottolineando il diritto di proprietà dei consumatori. Nonostante, per ora, non ci siano ancora stati cambiamenti legislativi di alcun tipo, le parole del vicepresidente potrebbero comunque essere un punto d’inizio interessante per l’iniziativa.

Stop Destroying Videogames: il primo passo verso un futuro più roseo?

Il 19 luglio 2024 la Commissione Europea ha indetto Stop Destroying Videogames, una raccolta firme volta principalmente alla preservazione videoludica. Con l’obiettivo di mantenere i videogiochi in uno stato funzionale, quindi giocabili, desidera impedirne la disattivazione remota senza prima fornire mezzi per permetterne la continuità senza supoprto diretto degli editori. A meno di un mese dalla scadenza, il vicepresidente dell’Unione Europea Nicolae Ștefănuță  ha espresso la sua opinione sulla questione.

Sostengo le persone che hanno avviato questa iniziativa dei cittadini. Ho firmato e continuerò ad aiutarle. Un videogioco, una volta venduto, appartiene al cliente, non all’azienda“, ha scritto in una storia su Instagram negli ultimi giorni. Ștefănuță ha dunque sottolineato l’importanza del diritto di proprietà, firmando e prendendo allora una posizione precisa. Nonostante non fosse nelle vesti di rappresentante dei cittadini europei bensì, appunto, di cittadino, questa sua dichiarazione potrebbe comunque rappresentare, seppur lontanamente, la volontà dei vertici dell’Unione Europea, riaccendendo la speranza per questo medium, a quanto pare, non ancora completamente compreso.

Nonostante possa sembrare un’iniziativa a discapito dei produttori di videogiochi, nella definizione dei principi guida dell’iniziativa, è chiaro come non si vuole ottenere la proprietà dei giochi o dei relativi diritti, né tantomeno obbligare gli editori a fornire supporto attivo dopo la dismissione di un titolo. Si vorrebbe difatti proteggere i consumatori da pratiche scorrette, connesse alla revoca delle licenze d’uso, e salvare opere creative uniche, garantendone la conservazione e l’accessibità. La quota minima di 1 milione di firme è già stata ampiamente superata, ma è ancora possibile firmare per l’iniziativa Stop Destroying Videogames, fino al 31 luglio 2025.

Voi avete già firmato la petizione? Oppure siete contrari a quest’iniziativa? Fateci sapere la vostra su Nasce, Cresce, Respawna e continuate a seguirci per altre notizie del mondo del gaming!

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Loris Carbone

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