Orso (@Shutterstock)
Accade giovedì 3 luglio: un italiano di 48 anni, Omar Farang Zin, è morto lungo il percorso naturalistico della Transfagarasan, in Romania. A ucciderlo è stata un’orsa bruna che lui stava fotografando insieme ai suoi cuccioli.
Durante tutto il percorso nei Carpazi romeni, è possibile ammirare molti di questi animali. Anche troppi, considerando che l’area presenta un numero di orsi quattro volte superiore a quello stimato per la zona. L’autostrada Transfagarasan è un percorso naturalistico molto frequentato dai motociclisti come lui.
Nei giorni precedenti Omar Farang Zin, residente a Samarate (Varese), aveva scattato foto e video agli animali, alcuni dei quali sono stati pubblicati sul suo profilo facebook.
Dalla presa visione delle immagini sul suo telefono si sono ricostruiti i fatti. L’uomo sembrerebbe essere sceso dal veicolo per immortalare a distanza ravvicinata un’orsa con i suoi cuccioli.
L’animale ha reagito violentemente e ha trascinato il turista nel bosco. Sul posto sono state trovate tracce di sangue, parti dell’equipaggiamento della vittima e un guanto. Le squadre d’intervento sono riuscite a recuperare il corpo dell’uomo, su cui sono state trovate molteplici ferite da morso.
Intanto la commissione di intervento immediato ha provveduto all’identificazione dell’esemplare e, quindi, al suo abbattimento.
Purtroppo Omar non è l’unica vittima di attacchi da parte degli orsi, quindi, perché la sua morte non sia vana, cerchiamo di evitare che queste situazioni si ripetano.04
La miglior difesa è la distanza, l’orso non considera l’uomo come potenziale preda ma come un pericolo: se l’animale si sente provocato o viene sorpreso, attaccherà. Sono particolarmente aggressive le femmine con cuccioli, verso i quali hanno un forte istinto di protezione. Se si vede un orso a distanza non bisogna avvicinarsi e può essere utile parlare con voce calma così che l’animale si accorga della presenza umana e si allontani spontaneamente. Se l’orso dovesse decidere di attaccarti correrà molto più velocemente di te, quindi rimanere in macchina o in moto potrebbe essere utile per scappare più velocemente.
Fonti: msn.com, RaiNews, today.it e trentino.com
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