Covid (@Shutterstock)
La “guerra” al Covid da parte del governo cinese continua, e la stringente morsa sembra ancora ben lontana dall’allentarsi. A pagare le conseguenze della politica del pugno duro, questa volta, sono le numerose famiglie bloccate nel parco divertimenti di Disneyland. Stando a Il Messaggero, dalla giornata di lunedì 31 ottobre il parco è infatti ufficialmente chiuso: bloccato al suo interno chiunque non abbia fatto in tempo a uscire. Infatti, potranno lasciare Disneyland solo coloro che avranno un minimo di tre tamponi negativi nell’arco di tre giorni.
Da lunedì anche il parco divertimenti Disneyland si è dovuto adeguare alle decisioni del governo cinese, conformandosi alle direttive. Il problema? Tantissime persone bloccate al suo interno, quasi senza possibilità di uscire. Non è la prima volta che il Disney Resort, che comprende alberghi e ristoranti oltre alle attrazioni, rimane chiuso a causa Covid: l’ultima volta una chiusura di tre mesi durante il lockdown cinese di inizio anno. Nel 2021, invece, molte persone sono rimaste bloccate per un paio di giorni per il medesimo motivo.
L’annuncio, diramato nel parco alle ore 11:39, riporta la necessità di chiudere i cancelli fino a nuovo ordine, ma con la possibilità per chi è all’interno di continuare a usufruire delle maggiori attrazioni. Una notizia da sogno per i più piccoli, mentre è possibile immaginare lo sconforto dei più grandi, nuovamente vittime di un’incapacità del governo nel gestire la situazione.
L’unico modo per uscire? Stando a quanto affermato direttamente dal governo, tramite l’applicazione WeChat, sono necessari tre tamponi negativi in tre giornate differenti. A somministrare i test ci sta pensando un’équipe medica specializzata, che analizzerà i tamponi di tutti coloro chiusi nel parco, ma non è tutto qui. Sembrerebbe infatti che il governo abbia intenzione di sottoporre a lockdown e altrettanti tamponi tutti coloro che hanno visitato il parco dal 27 ottobre a oggi.
Nel frattempo, sulla piattaforma Weibo impazzano i video delle fughe verso i cancelli al momento dell’annuncio, già irrimediabilmente bloccati. Una situazione di disagio, che pone ancora una volta l’accento su quanto sia effettivamente utile applicare misure così stringenti. Fa discutere anche il fatto di costringere migliaia di persone a rimanere bloccate tutte insieme, aumentando ancora di più il rischio di contagio.
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