Cinema & Serie TV

Send Help – la recensione: il grande ritorno alle origini di Sam Raimi

Dopo tre anni dall’uscita di Doctor Strange nel Multiverso della Follia, Sam Raimi torna al cinema con la sua nuova fatica: Send Help, prodotto da 20th Century Studios e disponibile in sala a partire dal 29 gennaio. Il film è un ritorno alle origini del cineasta americano. Un ritorno al genere che lo ha reso famoso, ovvero l’horror. Il lungometraggio è un mix di tematiche e colpi di scena tipici di Raimi e che qui dimostra, se ce ne fosse ancora bisogno, il suo grande talento e la sua spiccata capacità di intrattenere e far divertire lo spettatore.

Noi eravamo presenti all’anteprima del film, ed ecco quindi la nostra recensione.

Send Help: un’isola deserta, un CEO d’azienda e una dipendente esperta e stravagante

La storia di Send Help ruota attorno alla protagonista Linda, una dipendente instancabile di un’azienda. Il personaggio, interpretato da una strepitosa Rachel McAdams, non è apprezzato dai suoi colleghi a causa della sua goffaggine e del suo essere stravagante. Vive da sola con il suo pappagallo ed è un’appassionata di avventure di sopravvivenza e di un programma televisivo chiamato Survivor.

Linda attende ormai da molti anni una promozione a vicepresidente, promessa dall’ex CEO dell’azienda grazie al suo lavoro, nel quale mette tutta sé stessa. A cambiare i piani arriva però il nuovo CEO Bradley, figlio dell’ex presidente, giovane e con tutt’altri obiettivi. La sua idea è quella di nominare vicepresidente il suo migliore amico, a discapito di Linda, e non perderà occasione di deridere e umiliare l’indefessa dipendente, soprattutto durante un viaggio aziendale verso Bangkok.

 

A stravolgere il tutto sarà l’incidente aereo avvenuto durante questo viaggio, dal quale usciranno sopravvissuti solo Linda e Bradley. In questo contesto si assisterà a un capovolgimento delle gerarchie. Non sarà più il CEO dell’azienda a comandare, lui che non conosce nulla della natura, delle piante, degli animali ecc., ma Linda, che, a differenza del suo capo, sa muoversi e sopravvivere su un’isola deserta.

Riesce a trovare cibo e acqua e sa perfettamente come proteggersi dalle intemperie. Sarà lei a insegnare al suo superiore molte cose su quell’habitat selvaggio e su come riuscire a sopravvivere. Inoltre, la protagonista sembra trovarsi bene in quel mondo lontano e incontaminato, a differenza di Bradley, che vuole fuggire a ogni costo il prima possibile, non solo dalla natura ma anche da questo ruolo inedito di sottoposto.

Si assisterà così a un’avventura divertente e terribile, che metterà in luce i vari lati della personalità dei due protagonisti. Lo spettatore sarà testimone di clamorosi colpi di scena e rovesciamenti di fronte. In Send Help lo scontro non è contro la natura o l’isola deserta, ma contro gerarchie, ruoli e individualità. Verranno fatte rivelazioni che cambieranno la percezione di alcune situazioni e dei personaggi.

Una storia di violenza, riscatto e vendetta. Il risultato finale, grazie anche a un’eccellente sceneggiatura, dà vita a un prodotto ben riuscito e divertente. La stagione cinematografica 2026 è appena iniziata e ha già regalato un progetto di grande valore. Grazie, Sam.

Send Help: Sam Raimi in purezza

Send Help è Sam Raimi in purezza, dove i tratti caratteristici della sua estetica cinematografica si notano chiaramente: duelli violenti, occhi deformati, sangue che scorre sul volto (una Linda che ricorda Scarlet Witch in Doctor Strange 2), colpi di scena, jumpscare (pochi ma decisi) e una comicità mai banale.

Rachel McAdams e Dylan O’Brien interpretano al meglio i loro ruoli e trovano la giusta chimica tra i due personaggi. Il loro rapporto si evolve, ma resta sempre un tratto comune: la subordinazione dell’uno nei confronti dell’altro. Le loro storie personali emergono nel corso del film e risultano cruciali per lo sviluppo della narrazione.

L’ottima regia di Raimi e l’ambientazione su un’isola deserta trasmettono un forte senso di inquietudine e claustrofobia. Va però detto che qualche dettaglio, come alcuni effetti visivi, avrebbe potuto essere reso meglio, in particolare durante la scena dell’incidente aereo e in una sequenza in cui Linda tenta di uccidere un cinghiale inferocito, le cui espressioni risultano irreali.

Per concludere, Send Help è un gran bel film che inquieta, fa riflettere e fa ridere. In poche parole, è Sam Raimi.

PRO

  • Ottime interpretazione da parte dei protagonisti;
  • Film che inquieta e diverte;
  • Sceneggiatura e regia eccellenti.

CONTRO

  • Effetti visivi che stonano in qualche occasione.

 

VOTO: 8

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Articolo di Salvatore Carboni

 

Redazione Network NCI

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