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Secondo uno studio, i ratti sanno degustare il vino!

Siamo abituati a pensare ai sommelier come esperti umani capaci di distinguere le più sottili sfumature di un vino. Ma se vi dicessero che anche i ratti possono cimentarsi nella degustazione? Uno studio condotto dalle università di Trento, Lincoln e Vienna, pubblicato su Animal Cognition, ha dimostrato che questi piccoli roditori possiedono un’eccezionale capacità. Consiste nell’essere in grado di riconoscere e differenziare le varietà di vino bianco, mettendo alla prova il loro olfatto in un esperimento senza precedenti.

Un Olfatto Straordinario

I ratti possiedono circa 1.200 geni legati all’olfatto, tre volte quelli degli esseri umani. Questo li rende particolarmente sensibili agli odori e li ha resi i perfetti candidati per uno studio sulla percezione olfattiva applicata al vino. A differenza delle persone, che utilizzano il linguaggio per descrivere le sfumature sensoriali, i ratti si affidano esclusivamente alla loro percezione diretta degli aromi. Tutto ciò offre anche uno spunto di riflessione su come esperienze olfattive possano essere interpretate senza l’ausilio delle parole. L’esperimento ha coinvolto nove ratti, ai quali sono state presentate due varietà di vino bianco: Riesling e Sauvignon Blanc. Gli animali hanno imparato rapidamente ad associare uno dei due vini a una ricompensa alimentare e, una volta addestrati, sono stati in grado di distinguere correttamente tra le due opzioni con una precisione impressionante del 94%.

Il Test di Degustazione

Per rendere il test ancora più complesso, i ricercatori hanno introdotto nuove varietà di vino simili ai primi due. Anche se la percentuale di riconoscimento è scesa al 65%, i risultati hanno dimostrato che i ratti erano comunque in grado di applicare ciò che avevano imparato per identificare profumi mai incontrati prima. Questo esperimento apre nuove prospettive sullo studio dell’olfatto animale e sul modo in cui vengono elaborate le informazioni sensoriali. Se i ratti possono distinguere i vini con tale precisione, è possibile che altre specie abbiano capacità simili e possano essere impiegate in ricerche legate alla degustazione e all’analisi degli aromi.

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Fonte: Focus

Articolo di Cristoforo Candela
Redazione Network NCI

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