Gaming

S.T.A.L.K.E.R. 2: Heart of Chornobyl, ecco la recensione di NCR!

Dopo aver trascorso un ampio cumulativo di ore nel mondo di S.T.A.L.K.E.R. 2, siamo giunti ad una nostra conclusione sul titolo.

Ci teniamo a sottolinearvi che il gioco è stato provato su Xbox Series X e quindi potrebbero esserci differenze, soprattutto grafiche, dalla versione per PC.

Un viaggio in un mondo malvagio

Uscito il 20 novembre, S.T.A.L.K.E.R. 2 ha vissuto non poche problematiche, dovute al conflitto tra Russia e Ucraina, che ha minato profondamento lo sviluppo del gioco.

Reduce quindi di un percorso travagliato e susseguito da numerosi rinvii, ha visto poi la sua luce definitiva il 20 novembre, approdato su Xbox Game Pass e PC direttamente al lancio.

Il suo sviluppo è stato il più longevo della storia dei videogiochi, con ben 15 anni di lavorazione, con parte del team di sviluppo, GSC Game World, che ha lasciato il lavoro per prendere parte alla guerra e coi restanti membri che si sono dovuti spostare a Praga per ultimare lo sviluppo.

Sebbene ciò ci colpisca davvero molto, soprattutto a livello umano, ci teniamo a dirvi che la recensione del gioco non è stata minimamente condizionata da tutti i suoi fattori esterni.

Partiamo col dirvi che non è necessario aver giocato ai precedenti capitoli di Stalker, sebbene ci sia qualche richiamo, soprattutto volti noti, nel mondo di gioco.

L’idea a cui trae ispirazione il gioco, oltre ai precedenti capitoli, è il libro Picnic sul ciglio della strada scritto dai fratelli Arkadij e da Boris Strugackij e pubblicato nel 1972, dal quale è stato tratto anche un film chiamato Stalker uscito nel 1979.

Entrambi sono precedenti all’esplosione del reattore numero 4 di Chernobyl e entrambi narrano la storia fantascientifica di uno Stalker, che cerca di penetrare nell’area interdetta dove sono apparsi dei manufatti di origine extraterrestre.

Il gioco parte appunto da ciò. Un’esplosione nucleare ha generato talmente tante radiazioni che sono riuscite a generare a sua volta tante anomalie, esseri viventi profondamente mutati e non solo.

Nel gioco, con l’ausilio di semplici bulloni, saremo capaci di scoprire le anomalie e addentrarci nell’area.

Il videogioco riesce a portare all’estremo queste anomalie, trasformandole in qualcosa di metafisico e spesso ben visibili rendendo gli stalker personaggi davvero dinamici.

Ciò che GSC Game World è riuscita a fare è stata quella di mescolare in un buon mix tutti gli elementi dei precedenti stalker. La meccanica di gioco, il gameplay e le sensazioni sono proprio quelle tipiche dei precedenti capitoli.

Analisi del gameplay e non solo

Ciò che davvero potrebbe rendere frustrante l’esperienza di gioco è la sua difficoltà. Già a livello standard, la sfida è davvero alta.

Stalker 2 è un gioco molto severo, punitivo, estremamente complesso.

Non è il classico fps o titolo open world survival, anzi è sì un survival ma con forte componente ruolistica. Tutte le nostre azioni, come nella vita reale, hanno delle conseguenze.

Ciò che davvero affascina è proprio questo: il livello di coinvolgimento è affascinante, riesce bene a farti sentire davvero il protagonista.

Altra nota positiva è il mondo di gioco. Non è il classico open world dove spesso ci imbattiamo in mondi vuoti o privi di cose da fare. Qua è pieno di tantissime cose, in un contesto pulsante e vivo. Non risulta per niente dispersivo, anzi l’ambiente sarà capace di avvolgerci.

Il mondo è pieno di missioni secondarie, oltre alla storia principale, di tesori e segreti da scoprire. Ciò che ancora ci ha stupiti è la realtà del tutto. La stessa balistica delle armi è reale. Il rinculo delle armi, a volte, risulta difficile da contenere, ma soprattutto dobbiamo prestare attenzione all’usura poiché le armi possono rovinarsi e magari bloccarsi nei momenti peggiori.

A livello di gunplay, è abbastanza curato, soprattutto a livello visivo con lo stesso fumo che fuoriesce dalla canna dell’arma. Risulta, al di là di un fattore estetico, un bel feeling con le armi soprattutto perché tendenzialmente molto realistico.

Ma come in tutti i giochi, non ci sono solo note positive. A livello di IA nemica, risulta abbastanza realistica ma non perfetta. Segue molto una logica umana, con errori che possono sembrare umani. I nemici cercheranno sempre di trovarci, di attaccarci, ma attenzione, l’attacco cambierà tutte le volte, non seguiranno sempre la stessa logica.

Per quanto riguarda altre meccaniche di gioco, talvolta risultano un po’ pesanti e legnose e questo aspetto poteva essere modernizzato e magari reso più intuitivo soprattutto per coloro che si approcciano per la prima volta a questo gioco.

Per quanto riguarda il comparto grafico, si vede l’impegno messo da parte del team di sviluppo, reduce da numerosi sopralluoghi nell’area contaminata dalle radiazioni di Chernobyl e ciò si può notare nella creazione delle strutture molto reali e nelle palette di colori utilizzate.

Ha un comparto visivo pieno di alti e bassi. Il motore grafico è in Unreal Engine 5 con una modellazione tridimensionale dell’intera zona. Gli assets nel complesso sono semplici e niente di troppo elaborato.

La pecca, se possiamo definirla tale, è nell’illuminazione. ma soprattutto nella gestione delle ombre. Talvolta le ombre non rispettano il loro naturale riflesso e risultano nel complesso davvero poco reali.

L’illuminazione è comunque discretamente gestita soprattutto nelle ore diurne dove il sole regala scorci magnifici e anche nella notte con il nero che è davvero buio. In sostanza il livello qualitativo è buono, anche se non può minimamente competere con gli attuali tripla A.

Conclusioni

Stalker 2 è un gioco che guarda più al passato che al futuro, mantenendo il fascino delle produzioni di “una volta” e stringendo quindi l’occhio alle vecchie produzioni e non a quelle nuove. Ricorda molto Fallout 3 e New Vegas e in parte, come stile di gioco, anche Metro Exodus.

Si può dire che assomiglia ad un Escape from Tarkov ma ne prende un po’ le distanze. Il team ucraino è rimasto fedele al brand e non ha apportato modifiche alcune. Diciamo che è riuscito a resuscitare la serie senza tradire la filosofia del gioco originale.

Forse un salto nella modernità o nell’attuale mondo dei videogiochi, avrebbe solo giocato a loro favore.

In sostanza, però, Stalker si dimostra un gioco solido ma non è capace di competere con i giochi tripla A in voga al momento però è capace di coinvolgerci e alla fine ciò che conta è questo.

VOTO: 8

Voi che ne pensate? Lo avete provato? Fateci sapere la vostra nei commenti e rimanete sempre aggiornati sul nostro sito.

 

Alessandra Santoni

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