Niente più riconoscimento facciale su Facebook. Ad annunciarlo è Mark Zuckerberg durante la presentazione del nuovo nome dell’azienda, Meta. Il proprietario del social network ha spiegato che vi sono “molte preoccupazioni riguardo al ruolo della tecnologia per il riconoscimento facciale nella società”. Il vice presidente di Meta, Jerome Presenti, con un post su pubblicato sul blog proprio di Meta ha spiegato che la decisione rappresenta “uno dei più grandi cambiamenti nell’uso del riconoscimento facciale nella storia della tecnologia”. Presenti, ha aggiunto che “gli organi di controllo stanno ancora approntando le regole per governare l’uso”, quindi può sembrare un addio non definitivo.
La tecnologia venne introdotta nel 2010, quando Facebook era il primo social al mondo, all’apice del suo splendore. Instagram era ancora nella sua fase embrionale e Tik Tok sarebbe nata ben sei anni dopo. Il riconoscimento facciale in pratica permette di identificare i volti nelle foto e nei video. L’intelligenza artificiale alla base di questa tecnologia consente di suggerire automaticamente a chi pubblica una foto di taggare le persone presenti nell’immagine. I fruitori del social protestarono fin da subito, così veniva violata la loro privacy. In diverse parti del mondo, la tecnologia era già attiva, gli utenti potevano però disattivarla nel loro account.. Lo scorso anno Facebook dovette pagare 550 milioni di risarcimenti proprio a causa di questo problema.
La sospensione del riconoscimento facciale avverrà nelle prossime settimane. Facebook eliminerà dal proprio database i dati relativi a più di un miliardo di persone identificate tramite questa tecnologia. Jerome Presenti attraverso il blog di Meta spiega però che non verrà accantonata del tutto. Facebook lo limiterà a una ristretta serie di casi: ottenere l’accesso ad un account bloccato o per verificare l’identità di una persona. Oggi il riconoscimento facciale è usato in molti campi, non solo da Facebook. In molte metropoli mondiali infatti si usano sistemi di videosorveglianza in grado di analizzare i dati biometrici delle persone. Alcune città italiane, Torino, Como e Udine hanno già approvato il progetto credendoci fermamente, prendendosi anche tutti i rischi del caso. Sicuramente non mancheranno ancora una volta le polemiche.
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di DAVIDE GERACE
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