di Redazione Network NCI
Renoir è un personaggio molto controverso all’interno di Expedition 33. Rappresentato come un genocida a inizio gioco, durante l’avventura si rivela essere semplicemente un padre che vuole il bene per i propri figli. Sandfall Interactive ha fatto un lavoro meraviglioso a riguardo, creando uno dei personaggi più umani di sempre. ALLERTA SPOILER!

Un padre tormentato
Renoir durante la trama lancia tantissimi riferimenti al plot finale del gioco, ossia la tela di Verso. Il lutto è il mostro più difficile da sconfiggere nella propria vita, soprattutto se si parla di un figlio. Il proprio figlio.
Aline, la moglie di Renoir e madre di Verso, Alicia e Clea, vuole riportare in vita il figlio perso nell’incendio della villa tramite la Tela, un mondo fittizio dove è lei che fa da padrone della vita degli altri. Non sapendo, però, che avrebbe perso il controllo della sua, di vita.
Mentre perde potere, Aline, ossia la Pittrice, inizia a scrivere un numero nel monolito, cercando di salvare quante più delle sue creazioni possibile per farle sopravvivere.
Ed è qui che Renoir inizia a capire che questo è un mondo che deve essere soppresso. Lui sin dall’inizio del gioco continua a ripeterci che fa comodo assegnare a lui il ruolo di Villain, perché è estremamente più difficile capire di aver fatto una follia e aver causato enorme dolore a chi, in quel mondo fittizio, ci era cresciuto.
Cerca di convincere la versione dipinta di Verso a seguire il suo cammino da assassino in tutti i modi, ma è anche vero che la versione dipinta di Renoir è la versione che ci vuole far vedere Aline. Il vero Renoir è il Curatore, ed è lì, all’inizio dell’Atto 3 che vediamo il vero Renoir.
Dolce, comprensivo ed estremamente paterno. La sua bambina era intrappolata nella tela da tempo e non voleva che facesse la stessa fine della moglie, ormai in fin di vita. Dopo tutto lo scontro finale con la Spedizione 33, Renoir si arrende. Cerca di credere ad una bugia raccontata dalla figlia, la quale gli dice che tornerà a casa. Lui scompare, consapevole che non la rivedrà mai più.
Il finale di Verso è quello più amaro, ma sicuramente quello più corretto, se pensiamo a tutto ciò che succede al di fuori della Tela. Senza dimenticare che, scegliendo il finale Maelle, condanniamo il mondo della Tela ad una seconda Pittrice (che diventerà Maelle) e l’anima di Verso continuerà a dipingere per sempre.
Quindi è veramente giusto considerare villain Renoir, che voleva soltanto la sua famiglia indietro senza altre morti sulle spalle?

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Articolo di Giuseppe Crapanzano
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