Aereo da Caccia (@Shutterstock)
Durante lo “alfa scramble” in Polonia, che è la missione aerea per identificare velivoli non riconosciuti, avvenuto il 21 settembre, gli F-35 dell’Aeronautica militare italiana hanno allontanato due caccia russi dallo spazio aereo della NATO.
I caccia russi infatti erano partiti inosservati tramite lo spegnimento dei segnalatori di posizione. Ovviamente i satelliti e gli aerei spia della NATO li hanno tenuti d’occhio, come d’altronde anche i radar militari delle varie regioni sorvolate. In questi casi quando si vede la possibilità di una infrazione dei confini NATO da parte di jet russi, partono subito le operazioni di difesa.
Il centro di operazione aeree di Uedem in Germania, l’ente della NATO che controlla gli aerei che sorvolano gli spazi aerei dei Paesi membri, ha ordinato lo scramble nella zona della Polonia per assicurarsi che i jet russi non infrangessero lo spazio aereo. Così i due caccia italiani si sono avvicinati ai jet russi scortandoli lungo il confine, fino a che quest’ultimi non hanno deciso di allontanarsi.
L’azione della Russia è stata una semplice schermaglia che già veniva fatta ai tempi della guerra fredda, adesso però, per via della guerra in Ucraina, ogni azione russa ha un suo peso.
In un ipotetico caso di uno scontro tra il jet russo Su-30 e il caccia F-35, molti osservatori ritengono che, guardando solo la potenza dell’aereo, vincerebbe il primo pur essendo più vecchio del secondo.
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