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Perù, dai ghiacci riemerge il corpo di un alpinista scomparso 20 anni fa

di Enrico Tiberio Romano

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La conquista delle vette più alte del Mondo è una sfida veramente ardua e riservata solo a persone molto preparate, che tuttavia però non sempre riescono a tornare a casa. A distanza di oltre 20 anni, nella alture del Perù, una montagna ha fatto riemergere il corpo di un alpinista disperso e totalmente “mummificato” dal freddo.

L’americano scomparso in Perù nel 2002

William Stampfl è il nome dell’uomo il cui corpo è stato rinvenuto solo ora a 22 anni di distanza sul monte Huascaràn, a ben 6400 metri s.l.m (sul livello del mare). L’uomo all’epoca aveva 59 anni e la sua spedizione fu sfortunatamente travolta da una valanga che ne fece perdere le tracce. Il suo cadavere si trova in uno stato di disidratazione dovuta alle basse temperature del ghiacciaio che ha come mummificato il corpo, tenendo inoltre intatta l’attrezzatura e i vestiti, insieme al passaporto da cui è stata possibile l’identificazione repentina come riporta CBSnews.

Il corpo è riapparso grazie allo scioglimento dei suddetti ghiacciai, che è un fenomeno in crescita preoccupante in Perù. Il Paese sudamericano, meta ambitissima in ambito alpinistico infatti, a causa del cambiamento climatico ha perso più della metà della sua superficie glaciale negli ultimi sessant’anni.

Turisti e sportivi da ogni dove affollano lo stesso percorso che sfortunatamente ha segnato la fine di Stampfl, che non è stata la prima e né tantomeno l’ultima delle vittime. Già a maggio i soccorsi hanno trovato il corpo di un alpinista israeliano, mentre a giugno è stata la volta del ritrovamento del corpo senza vita di Tomas Franchini, 35enne esperto alpinista e guida alpina di Madonna di Campiglio

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