Snow (@Shutterstock)
Il 29, 30 e 31 gennaio sono anche conosciuti come i “giorni della merla“, e tradizionalmente sono i più freddi dell’inverno. Ma perché si chiamano in questo modo? Scopriamolo!
La credenza popolare vuole che, se durante i giorni della merla le temperature sono particolarmente rigide, l’inverno è quasi terminato e la primavera è quindi alle porte, ma se invece esse sono miti, allora l’inverno sarà ancora piuttosto lungo.
Molte sono le leggende a proposito della famosa “merla” che caratterizza il nome di queste giornate di gennaio. Come riportato da La Repubblica, una di esse narra che durante l’inverno, quando i merli erano neri e le merle erano bianche, una merla bianca coi suoi piccoli si fosse rifugiata in un camino per ripararsi dal freddo e, alla sua uscita, fosse diventata nera a causa della fuliggine. Da allora, tutti i merli sarebbero neri.
Un’altra tradizione vuole che il mese di gennaio, beffeggiatore, desse fastidio a una merla bianca facendo venire il freddo ogni volta che questa cercava di procurarsi da mangiare. Così, la merla decise di fare una grande scorta di cibo per non dover uscire al freddo nel gelido mese di gennaio (che durava 28 giorni), ma il 28° giorno uscì dal nido, burlandosi del fastidioso mese. Per vendicarsi, gennaio scatenò una tempesta di tre giorni, che costrinse la merla bianca a rifugiarsi in un comignolo, che la fece poi diventare nera.
Una delle altre numerose leggende che girano attorno ai giorni della merla è quella riguardante Persefone. Si narra infatti che la merla fosse una messaggera della primavera inviata da Persefone, figlia di Zeus e di Demetra, per avvisare sua madre della sua uscita dall’Ade, che ogni anno avveniva in concomitanza della bella stagione.
In tutta Italia, durante i giorni ritenuti i più freddi dell’anno, si portano avanti tradizioni secolari, come l’accensione di grandi falò nelle piazze per scacciare il gelo e per far arrivare tempi migliori per coltivare la terra.
In certi comuni del Piemonte e della Lombardia queste tradizioni sono molto sentite, infatti, oltre ai falò in cui viene bruciato un fantoccio oppure della legna, le persone indossano abiti contadini e intonano cori in cui la parte maschile e quella femminile effettuano dei simpatici battibecchi, prevalentemente incentrati sui temi dell’inverno e dell’amore.
Durante le tradizionali feste dei giorni della merla, non manca mai del buon cibo caldo indispensabile per affrontare la stagione più fredda dell’anno. Si può infatti assaporare, nelle diverse città italiane, la polenta oppure un buon risotto. Nel Centro-Nord è comune trovare, durante i festeggiamenti, anche cappelletti, tortellini, o la bagna cauda piemontese.
Se è vero che ogni anno, ormai da molto tempo, queste tradizioni sono portate avanti, è evidente che i giorni della merla attualmente non siano più rappresentativi del gelo invernale. Quest’anno, come si può infatti osservare, il nostro paese è dominato dall’anticiclone Zeus che ha reso miti le temperature nello stivale, e, come è ormai la norma di recente, non è raro vedere giornate particolarmente calde anche durante i famosi giorni della merla.
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