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Nuova legge per la cittadinanza, cosa cambia per gli Oriundi?

Pochi giorni fa il Consiglio dei Ministri, su proposta del presidente Meloni, ha approvato il nuovo decreto legislativo in merito alla concessione della cittadinanza italiana, cambiando così, la storia dell’Italia oltre che della sua nazionale.

Il nuovo decreto sulla cittadinanza

Nazionale italiana (@Shutterstock)

La legge “ius sanguinis “che regolamentava l’accesso alla cittadinanza italiana, è stata recentemente rivisitata a seguito di un ridimensionamento legislativo.

Retegui, Jorginho, Sivori, Thiago Motta: sono solo alcuni dei tantissimi calciatori che hanno indossato la maglia azzurra, nonostante collegamenti parentali diretti che sembrano non avere nulla a che fare con l’Italia.

Dal 28 marzo, infatti, è entrato ufficialmente in vigore il nuovo decreto legge n. 36, che restringe significativamente le condizioni per poter ottenere la cittadinanza italiana, limitando così le opportunità per un atleta di vestire la maglia della nostra nazionale.

Fino a questa data, bastava avere un qualsiasi parente italiano, anche molto lontano, per poter acquisire il diritto di diventare a tutti gli effetti cittadino italiano, rendendo l’accesso alla cittadinanza un gioco da ragazzi quasi per tutti.

Il caso Jorginho

Jorginho (@Shutterstock)

Un esempio lampante è quello di Jorge Luiz Frello Filho, meglio conosciuto come Jorginho, nato a Imbituba in Brasile.

La domanda sorge spontanea: come può un calciatore di origine esclusivamente brasiliana decidere di giocare per l’Italia anziché per il proprio paese?

La soluzione al quesito va ricondotta a Giacomo Frello, suo trisavolo, bisnonno di suo nonno, nato nel 1896, ancor prima della Prima Guerra Mondiale.

Quando nel 2016 al centrocampista (ex Napoli ed Hellas Verona, tra le altre) si chiusero le porte della Seleção, decise di cogliere l’occasione per far sapere al mondo che Giacomo Frello, in arte Jorginho, è nato a Lusiana Conco, un comune in provincia di Vicenza che conta poco più di 4.500 abitanti.

Questa situazione non sfuggì all’attenzione di Mancini, ai tempi CT dell’Italia, che non perse l’occasione per convocare per la prima volta in nazionale il suo regista azzurro, al quale poi ha affidato le chiavi del centrocampo che ha vinto Euro2020 4 anni dopo.

Che succede ora?

Il nuovo decreto sulla cittadinanza ha senza dubbio segnato una nuova pagina della storia dell’Italia e della sua nazionale.

E ora? Retegui, Jorginho e tutti coloro che hanno già intrapreso il percorso con la nostra nazionale, saranno costretti a fare dietrofront, salutando per sempre le mura di Coverciano?

La risposta ovviamente è no. La legge infatti prevede che solo e soltanto coloro che vorranno aggregarsi in nazionale dopo il 28 marzo, subiranno l’effetto della nuova ordinanza. Pericolo scampato per i nostri atleti che potranno dunque regolarmente continuare a indossare con orgoglio la maglia azzurra.

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Articolo di Alessandro Calabrese

Redazione Network NCI

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