Agente immobiliare (@Shutterstock)
Siamo a Milano e protagonista della nostra vicenda è un custode di 60 anni. L’uomo, che lavorava come custode in un palazzo, all’insaputa dei legittimi proprietari, cercava di vendere i loro immobili. Secondo le ricostruzioni del GIP (giudice per le indagini preliminari), 14 sarebbero le persone vittime della truffa, tutte residenti all’interno dell’edificio in cui lavorava l’uomo. Proprio per questo motivo, lo stesso GIP ha disposto, tramite ordinanza, la custodia cautelare in carcere dell’uomo.
La truffa, spiegata nel dettaglio da “Open“, funzionava in questo modo: ai potenziali acquirenti diceva di essere stato delegato dai proprietari dell’appartamento per la compravendita, esibendo una falsa “perizia giurata” che li convinceva a sborsare 10mila euro di anticipo. Nello specifico, il custode fingeva di vendere un box e un appartamento di un importante amministratore delegato di un gruppo di moda.
Le indagini sono cominciate a seguito di querela da parte entrambi i proprietari dei locali, venuti a conoscenza della truffa.
Le truffe dell’uomo sono cominciate in un periodo tra la fine del 2021 e l’inizio del 2022, arrivando fino al febbraio del 2023. Secondo il GIP, tali truffe sono state rese possibili dal fatto che il custode dell’edificio era una persona ritenuta affidabile. Infatti, egli scrive: “sono stati resi possibili dall’aura di onestà ed affidabilità che lo circondava, che ha di fatto consentito che così tanti fossero i truffati e che tanti potessero credere nelle sue bugie, in parte anche oltre la ragionevolezza“. Inoltre, scrive il magistrato: “i prezzi indicati erano così fuori mercato da essere poco credibili per una persona di media esperienza, ma che solo la fiducia riposta nel “mediatore” poteva indurre a pensare che non si trattasse di una truffa“.
Ma non solo questo: con l’unica persona tra le vittime che non era residente nel palazzo, il custode si era inoltre finto un affermato avvocato molto facoltoso.
“La dedizione dell’indagato ad attività di truffa è giunta sino a costruirsi un’altra personalità“. Sono queste le parole utilizzate da Salvini, giudice per le indagini preliminari, per confermare l’ordinanza di custodia cautelare. Custodia che si è resa necessaria per pericolo di fuga dell’indagato sessantenne.
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