Gaming

Metacritic rovina la creatività degli studi di videogiochi?

L’ansia da prestazione sta uccidendo, ovviamente metaforicamente, gli studi che producono videogiochi, i quali spesso prestano troppa attenzione al punteggio che ricevono su Metacritic.

Spesso e volentieri gli studi di videogiochi cercano di produrre giochi simili tra loro per evitare brutte recensioni che comportano poi pessime vendite.

Ansia da prestazione

A dichiarare tutto ciò è lo stesso Goichi Suda (Suda51), capo di Grasshopper Manufacture e autore di Lollipop Chainsaw, No More Heroes e Shadow of the Damned, durante un’intervista con GamesIndustrybiz, assieme al suo collega Shinji Mikami.

Di fatti, durante l’intervista ha spiegato Gli studi di videogiochi prestano troppa attenzione e danno troppa importanza alle valutazioni assegnate su Metacritic, tanto che si è arrivati al punto in cui sembra quasi che ci sia una formula fissa – se vuoi ottenere un punteggio alto su Metacritic, ecco come devi fare il gioco”.

Ha aggiunto poi “se hai un gioco che non rientra in quella formula, magari più di nicchia, allora è sicuro che perderà punti. Le grandi aziende non vogliono prendersi questo rischio. Tutti danno troppa importanza ai numeri. Personalmente non mi interessa molto dei punteggi su Metacritic, per noi la cosa importante è pubblicare i giochi che vogliamo pubblicare, e fare sì che le persone si godano il tipo di esperienze a cui abbiamo pensato”.

Negli ultimi anni, diversi analisti hanno associato l’incremento dei costi di produzione e di sviluppo dei videogiochi con la decisione di assumersi meno responsabilità ma soprattutto rischi possibili. Basti pensare allo stesso Glen Schofield di The Callisto Protocol, il quale ha sottolineato l’importanza della media voti di Metacritic.

Lo stesso Suda ha poi dichiarato di guardare anche lui i voti e di rimanerci talvolta male quando il voto è pari a zero, ma al di là di ciò cerca sempre di evitare Metacritic così da non farsi troppo condizionare.

Sono tanti anni ormai che molti studi blasonati come Ubisoft, EA, Sony e Microsoft, vengono criticati per la scarsa o assente originalità nelle loro nuove produzioni ma chi si assume i rischi maggiori sono gli studi indie, che rappresentano una realtà sempre più importante nel mercato videoludico odierno.

Difficile affermare quanto siano legate le vendite dei videogiochi alle valutazioni di Metacritic ma certo è che la fantasia e la creatività degli sviluppatori siano molto limitate a causa della paura di una valutazione negativa.

E voi che ne pensate? Fateci sapere la vostra nei commenti e rimanete sempre aggiornati sul nostro sito.

Alessandra Santoni

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