Attualità

Mamma, voglio andare a vivere… sugli asteroidi!

L’università di Rochester, negli USA, ha pubblicato un primo progetto per trasformare gli asteroidi di medio-grandi dimensioni in soluzioni abitative compatibili con le necessità umane.

La nascita dell’idea, lo sviluppo e le soluzioni adottate

L’idea scaturisce dalla recente tendenza dell’uomo a sfidare i confini dell’atmosfera terrestre per recarsi nello spazio, luogo in cui necessiterà di città in cui abitare. Per quanto riguarda la pratica, il progetto prevede di inglobare in reti di nanofibre di carbonio gli asteroidi, facendo assumere loro forma cilindrica (che è ottimale per ridurre i carichi da supportare) e aumentandone la velocità di rotazione al fine di ricreare una forza che faccia le veci della gravità, utilizzando la forza centrifuga e raggiungendo valori chiaramente inferiori ma compatibili con le necessità umane. Questa disposizione sarebbe utile anche a schermare le radiazioni provenienti dal sole.

Il progetto si presenterebbe dunque come un anello circondato dalla rete in carbonio e da uno strato di roccia dell’asteroide, con cavità interna abitabile. Esternamente sarebbe inoltre prevista una copertura di pannelli solari per generare l’energia utile sul satellite e per far ruotare alla giusta velocità il pianeta. Come si evince da questa descrizione, il modello è solo teorico e non tiene conto di innumerevoli problematiche legate alla vita umana, concentrandosi prevalentemente sulle problematiche meccaniche; contrariamente alle fantasie, questo studio pubblicato su Frontiers è dunque distante dal proporre un modello definitivo per una città orbitante.

Le città ideali e fantascientifiche sugli asteroidi

La ricerca di soluzioni abitative non convenzionali ha storicamente sempre stuzzicato la fantasia umana; nella storia sono rintracciabili innumerevoli tentativi di descrizione o rappresentazioni di città ideali o fantascientifiche, che hanno come obiettivo comune la ricerca di un obiettivo razionale o morale di ordine o sono ottimizzate per l’utilità o la funzionalità. Questo studio scientifico negli intenti non è solo utilitaristico in quanto strettamente teorico; lo possiamo considerare pertanto mosso anche dalla volontà di ricerca di soluzioni affascinanti a problemi abitativi del futuro prossimo, similmente alle città ideali.

L’ispirazione e il sogno di creare pianeti artificiali stuzzica l’uomo da decenni, come ci ricorda ad esempio la Morte Nera della saga di Star Wars. Se la tendenza verso le città spaziali dovesse svilupparsi in maniera consistente nei prossimi anni, potremmo facilmente assistere e soluzioni sempre più articolate e artistiche, oltre che ottimizzate per l’utilizzo, in una nuova ricerca dello spazio ideale in cui è possibile la vita anche in un posto diverso dal pianeta natio.

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lorenzo.viberti

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