Arresto di Maduro (screenshot)
Dopo l’attacco di ieri mattina a Caracas (alle 2, ora locale) il presidente venezuelano Nicolàs Maduro è stato arrestato e attualmente risiede in un carcere a New York. Secondo il New York Times, l’attacco statunitense in Venezuela ha provocato 40 morti.
Intorno alle 2 del mattino a Caracas (le 7 in Italia) diverse esplosioni hanno colpito la capitale, in un’operazione lampo degli USA, chiamata Absolute Resolution. Durante l’attacco, che è perdurato fino alle 4 del mattino, diverse persone si sono riversate in strada perché non si sentivano sicure nelle proprie case e diversi edifici sono rimasti senza elettricità. Alcuni testimoni hanno riferito di essere stati buttati giù dal letto a causa della forza dei colpi e di aver visto le finestre tremare. Secondo la ricostruzione del New York Times sarebbero almeno 40 i morti a seguito dell’attacco degli USA.
Nel corso dell’operazione è stato arrestato il presidente venezuelano Nicolas Maduro, insieme alla moglie Cilia Flores. Il politico venezuelano è atterrato alla Stewart Air National Guard Base, aeroporto situato nella parte settentrionale dello Stato di New York, scortato da un massiccio servizio di sicurezza. Maduro è stato poi condotto in una struttura federale collegata alla Drug Enforcement Administration degli Stati Uniti, dove è stato processato. Attualmente, Maduro risiede nel Metropolitan Detention Center di Brooklyn, un carcere federale. Dovrà rispondere di traffico di droga e di corruzione davanti ad un giudice federale a Manhattan. La Casa Bianca ha diffuso un video del suo arresto e del suo trasferimento.
A meno di 24 ore dalla cattura di Maduro, la Corte Suprema venezuelana ha ordinato alla vicepresidente Delcy Rodriguez di assumere l’incarico di presidente ad interim. Si tratta della prima donna nella storia del Venezuela ad assumere un incarico esecutivo.
Secondo una ricostruzione del New York Times, già da tempo i funzionari statunitensi avevano individuato in Rodriguez una buona sostituta per Maduro, a causa della sua affidabilità riguardo la protezione e il sostegno dei futuri investimenti energetici americani nel paese, in particolare per quanto riguarda il petrolio. Tuttavia, non è chiaro quanto Rodriguez sia disposta a fare gli interessi americani, soprattutto dopo il discorso di ieri in cui ha accusato gli Stati Uniti di un’aggressione armata e ha affermato che Maduro sia il leader legittimo del Venezuela. Rodriguez ha inoltre ribadito che il Venezuela non tornerà ad essere colonia di alcun impero.
Trump ha poi respinto una possibile elezione della leader dell’opposizione María Corina Machado, affermando che “non gode di sostegno né di rispetto” in Venezuela. Machado ha poi chiesto a Edmundo González Urrutia (il candidato che si era presentato alla controverse elezioni del 2024) di assumere il potere, in quanto lo ritiene il presidente legittimamente eletto.
Scritto da: Gaia Cobelli
Fonti: RaiNews, El Nacional
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