Seul, 27 novembre 2021: vietato indossare giacche di pelle in Corea del Nord. A promulgare il nuovo singolare divieto è ancora una volta il despota Kim Jong-un.
La limitazione ingiunta dall’autocrate ha alle sue spalle una motivazione molto peculiare. Il trench di pelle, infatti, è un capo tipico del dittatore asiatico diventato popolare da prima tra le fasce più abbienti, per poi diffondersi anche in versioni contraffatte, in pelle sintetica, tra tutta la popolazione. Da qui il diniego che si pone l’obbiettivo di restituire prestigio all’indumento nobiliare . Secondo la polizia coreana: “indossare abiti progettati per assomigliare a quelli del leader supremo” è una “tendenza impura per sfidare l’autorità della più alta dignità”.
Non è la prima e non sarà l’ultima volta che il tiranno coreano istituisce insensatamente un’interdizione. Negli anni, il figlio di Kim Jong-il e Ko Yong-hui, si è divertito a ordinare regole dalla più disparata inutilità. L’oppressore ha precedentemente varato delle leggi per punire chiunque indossi abiti stranieri, guardi film di fattura non nazionale o ascolti musica prodotta all’estero. Conducendo in questo modo una campagna di proibizionismo che miri a far diventare i propri concittadini dei “Nordcoreani puri”.
Un’altra norma resa vigente da Kim riguarda la regolamentazione della tenuta dei capelli. Nella Nord Corea tutti i cittadini maschi devono avere lo stesso taglio del leader supremo, devono fare in modo che i peli nella propria testa non crescano per più di cinque centimetri e devono tagliarli ogni 15 giorni. Le donne sono più “libere” e hanno il solo obbligo di non discostarsi dai 18 tipi di acconciature “legali”. Inoltre, quelle sposate devono avere sempre una acconciatura composta, mentre quelle single possono permettersi di giocare leggermente di più con la propria chioma, potendo creare trecce e pieghe più ardite.
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di Gabriele Nostro
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