Stando a quanto riportato dal Corriere della Sera, l’armata russa ha da poco ritirato i suoi uomini dalla città di Kherson, un importantissimo punto strategico e l’unico conquistato a ovest di Dnipro. Le effettive motivazioni dietro la ritirata saranno chiarite solo nelle prossime ore, ma la causa principale sembrerebbe essere sempre la stessa: la ricerca di un dialogo. Zelensky si siederà finalmente al tavolo delle trattative?
Non è un mistero che anche l’Unione Europea stia cominciando a non vedere più di buon occhio la resistenza del Presidente ucraino, anche a causa dell’ingente crisi economica su scala globale generata da questo conflitto. Tenendo conto di questa possibilità di arrivare alla pace, gli alti funzionari di Kiev affermano che si muoveranno “con cautela”.
Kherson è uno dei quattro territori che hanno appoggiato l’annessione alla Russia all’inizio di settembre, ed è, come detto, un punto strategico. La sua conquista da parte dell’esercito di Putin ha visto anche la riapertura dei condotti sovietici di rifornimento per la Crimea, precedentemente chiusi dagli Ucraini nel 2014. Tuttavia, come riportato dal Corriere della Sera, dal Cremlino è giunto poche fa un ordine per le truppe russe nell’area di ritirarsi.
Alla base della decisione, emanata direttamente dal Ministro della Difesa Sergei Shoigu, vi sarebbe la pronta difesa Ucraina, che sta dando parecchio filo da torcere alle truppe nemiche. I danni provocati dai soldati di Kiev avrebbero infatti causato non pochi problemi ai rifornimenti russi nella zona; la stessa, fino a ieri, contava circa 30.000 soldati.
Nonostante gli alti funzionari di Kiev guardino con sospetto le attività di ritirata a Kherson, in realtà potrebbe essere l’inizio di una nuova fase del conflitto. La scelta del Cremlino, oltre che strategica, potrebbe infatti essere simbolica: liberare un territorio che ha deliberato l’annessione alla Russia rappresenta, effettivamente, un grande passo indietro.
La ritirata potrebbe quindi offrire una nuova finestra di dialogo tra Russia e Ucraina, tanto attesa anche da Unione Europea e Stati Uniti, ma che è stata rifiutata soltanto da Zelensky. Queste le dichiarazioni del Cremlino, che non ha mai nascosto di voler fare il suo per giungere alla pace:
“Siamo pronti a discutere, ma ci sia un valore aggiunto per la Russia”.
Non ci resta quindi che attendere ulteriori svolgimenti; nel frattempo anche Papa Francesco e il Presidente della Turchia, Erdogan, si sono espressi, invitando alla diplomazia e al dialogo.
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