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Kenya: arrestato finto avvocato che ha vinto 26 cause

di Giorgio Stanga

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Molti conoscono la serie TV di Netflix “Suits“, dove un giovane, impossibilitato a diventare avvocato, decide comunque di esercitare la professione forense, pur senza titolo. Ecco, in Kenya è avvenuta la stessa cosa, senza però che questo sia un episodio di fantasia, o comunque di una serie TV.  Brian Mwenda, protagonista della nostra storia, non solo esercitava sine titulo, come Mike Ross (protagonista della serie sopra citata), ma vinceva anche i casi.

La vicenda

Stando a quanto affermato dalla pagina online “MINT“, Mwenda ha seguito e rappresentato i propri clienti in ben 26 casi, ciascuno dei quali finito con la vittoria della causa. Stando a quanto appena descritto, nessuno si sarebbe immaginato che Mwenda fosse in realtà un truffatore: tant’è vero che gli stessi giudici dei suoi casi, non hanno mai avuto dubbi sulla professione dell’uomo.

A seguito di indagini è però emerso come in realtà Mwenda non abbia conseguito il titolo per poter essere un avvocato difensore ed esercitare in un Tribunale. Proprio per questi motivi, l’uomo è ora detenuto in un carcere del Kenya e la stessa “LSK Branches“, società legale keniota dove Mwenda lavorava, ha affermato come l’uomo non sia in possesso del titolo per esercitare.

 

Il lato social della vicenda

Diversi sono stati i post pubblicati, siano essi su X (ex Twitter) o su Instagram. E ciò che appare dai commenti sotto a questi ultimi è il sostegno alla persona di Mwenda. Un esempio è il commento di una persona il cui username è “Nungua Barnaboy”, il quale afferma: “ha vinto 26 cause contro avvocati che hanno frequentato la facoltà di giurisprudenza ma si preferisce che venga punito? Quegli avvocati dovrebbero piuttosto essere puniti per aver permesso a qualcuno che non ha frequentato una facoltà di giurisprudenza di vincere cause contro di loro“; oppure ancora, un’altra persona, sotto l’username di “Mfecane”, afferma: “date a quell’uomo una laurea ad honorem in giurisprudenza“.

Questi, e molti altri commenti, possono essere letti o all’interno dell’articolo, pubblicato dalla pagina “MINT“; oppure sul social X, in particolare seguendo la pagina “Facts East Africa“.

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