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Juventus-Inter, uno spot altalenante per il calcio italiano

L’Allianz Stadium di Torino, nella notte di domenica, è stato il palcoscenico di Juventus-Inter, vero e proprio scontro al vertice del campionato di Serie A. La partita è terminata sul punteggio di 1 a 1, decisa dai gol di Vlahovic e Lautaro Martinez. Entrambi gli attaccanti sono andati a segno in un primo tempo giocato su buoni ritmi, a cui però si contrappone una seconda metà alquanto “insipida”.

Le grandi occasioni, da una parte e dall’altra, sono arrivate tutte nei primi 33 minuti. I bianconeri, dopo aver trovato il vantaggio iniziale, si sono fatti trovare (stranamente) impreparati in campo aperto e hanno subito il gol del pareggio. Da lì in poi è praticamente iniziata una nuova partita, giocata da due squadre che avevano più interesse a non perdere piuttosto che a vincere. Pochi sprazzi di qualità, tanta prudenza e poca voglia di osare: questo Juventus-Inter, francamente, poteva regalarci qualcosina in più.

 

Dusan Vlahovic (@Shutterstock)

Juventus-Inter è la metafora del calcio italiano

I presupposti c’erano veramente tutti. Un Allianz Stadium infuocato, le due grandi rivali che tornano dopo anni a lottare per il primo posto, il confronto fra due allenatori così simili e così diversi allo stesso tempo. Juventus-Inter si è giocata in poco più di mezz’ora: tanto è bastato per far vedere le qualità dei giocatori in campo, prima di prenderle e nasconderle sotto un ampia coperta di tattica e prevenzione.

I due gol in pochi minuti avrebbero dovuto incendiare l’atmosfera, e invece si sono rivelati una doccia gelata per i 22 giocatori in campo. Le squadre hanno perso fiducia nella fase offensiva, si sono preoccupate prima di non subire gol e poi, eventualmente, avrebbero pensato a farlo. L’Inter ha consolidato un possesso palla troppo sterile per poter mettere in difficoltà l’organizzazione della Juve, che dal canto suo ha centellinato le ripartenze in avanti (effetto collaterale del gol incassato in campo aperto?).

Questo derby d’Italia poteva e doveva essere la sfida delle grandi coppie. E, in effetti, lo è anche stato: Chiesa e Thuram hanno confezionato gli assist, rifiniti poi dai loro compagni di reparto. Peccato solo che, col passare dei minuti, il talento e la magia hanno lasciato spazio ad un tatticismo arrendevole e piuttosto soporifero. È mancato il coraggio soprattutto a centrocampo, dove bisognerebbe avere quel briciolo di spregiudicatezza in più: la Juve aveva la scusante (neanche troppo valida) dei tanti assenti, mentre l’Inter non ha fatto nulla per mettere in difficoltà i tre mediani bianconeri.

Questo Juventus-Inter lascia l’amaro in bocca, non tanto per il risultato quanto per l’occasione mancata. Abbiamo accarezzato l’idea di poter vedere finalmente uno scontro al vertice giocato a viso aperto, e invece alla fine ha trionfato il difensivismo. Uno spot sicuramente non bellissimo per il nostro calcio, ma che racchiude l’italianissimo modo di interpretare il gioco: la Serie A difficilmente regalerà big match pirotecnici, ma d’altro canto le squadre hanno una preparazione tattica e organizzativa senza eguali al mondo. Juventus-Inter rappresenta al meglio ciò che il nostro campionato ha da offrire, ora sta a voi giudicare se tutto ciò è sufficiente o se servirebbe qualcosa in più.

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Alessandro Colepio

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